Cognome Nome Medaglia d’Argento 1 Medaglia d’Argento 2 Medaglia d’Argento 3
ACCORRETTI ALBERTO Quale comandante di plotone, preparava moralmente, con fede ed entusiasmo, il proprio reparto, prima di scattare dalle nostre linee. AlI’ora stabilita per l’assalto, primo fra tutti, dando fulgido esempio di coraggio, si slanciava innanzi, trascinando seco il plotone e procedendo fiero, nonostante il tiro delle mitragliatrici ed il fuoco schiacciante dell’artiglieria avversaria: giunto fin sotto ai reticolati nemici, dove fu costretto a sostare per la mancanza di varchi sufficienti in quella zona, manteneva con energia non comune i propri dipendenti intorno a sè, quantunque bersagliato dal fuoco nemico : e mentre, calmo e sereno, li stava incoraggiando, una pallottola di fucile lo colpiva alla fronte, uccidendolo. – Carso-Spazzapani, 19 agosto 1917.    
ACCORRETTI FERRUCCIO Per lo slancio ed il fermo, mirabile contegno con cui diresse il suo plotone nel combattimento durante il quale fu mortalmente colpito. Sant’Elia 9 giugno 1915    
ADRIANI CORRADO Sotto il violento fuoco dell’artiglieria nemica che batteva l’osservatorio avanzato di gruppo,benchè invitato dall’ufficiale riparatore a ripararsi insisteva per rimanere al proprio posto al fine di assicurare il servizio, e poco dopo cadeva morto colpito da una scheggia di granata alla testa.    
AGOSTINI INNOCENZO Comandante di plotone lo guidava con mirabile ardimento e sprezzo del pericolo,contro le mitragliatrici avversarie incurante del violento fuoco di artiglieria, finchè nuovamente colpito alla testa non abbandonava il proprio posto d’onore.    
ALESSANDRNI DOMENICO Comandante di plotone si slanciava all’assalto di una posizione nemica, entrando fra i primi nel trinceramento: Contrattaccato da forze superiori, resisteva brillantemente, finché cadeva ripetutamente colpito dalla fucileria avversaria. Carso 16 settembre 1916    
ALESSI AUGUSTO Quale comandante di plotone, preparava moralmente, con fede ed entusiamo, il proprio repartoprima di scattare dalle nostre linee. All’ora stabulita per l’assalto, primo fra tutti, dando fukgido esempio di coraggio, si slanciava innanzi, trascinando seco il plotone e procedendo fiero, nonostante il tiro delle mitragliatrici ed il fuoco schiacciante dell’artiglieria avversaria: giunto fin sotto i reticolati nemici, dove fu costretto a sostare per la mancanza di varchi sufficienti in quella zona, manteneva con energia non comune i propri dipendenti intorno a sè, quantunque bersagliato dal fuoco nemico: e, mentre calmo e sereno, li stava incoraggiando, una pallottola di fucile lo colpiva alla fronte, uccidendolo. Carso Spazzapani, 19 agosto 1917.    
ALFIERI SILVIO Si portava per quindi notti consecutive sotto i reticolati nemici, fornendo preziose informazioni sulle difese avversarie. Nel giorno dell’attacco irrompeva dalle trincee primo fra tutti, e raggiungeva le posizioni nemiche seguito dai suoi che egli incitava con le parole, sotto violento e ininterrotto fuoco. Nella notte successiva, con slancio e in una lotta corpo a corpo conquistava alcuni elementi della trincea e vi si manteneva per ventiquattro ore resistendo a furiosi attacchi. Intrepido ufficiale, esempio delle più belle virtù militari, sotto un violento bombardamento nemico conservava tutta intera la sua calma e la infodeva ai suoi uomini. Cadeva poche ore dopo colpito a morte fra i suoi “arditi” ch’egli idolatrava e dai quali era idolatrato per il suom valore. Montagne de Bligny (Reims) 23-24 giugno 1918.  
AMADIO LUIGI Sotto violentissimo bombardamento, con nobile slancio, primo fra i primi, contrattacava il nemico, cacciandolo da un’importante posizione, cagionando forti perdite e catturando prigionieri. Col della Barretta, 26 novembre 1917.    
AMADIO MANIN BILL Luminoso, costante esempio di sereno ardimento e di costante spirito di abnegazione, primo tra i rpimi si slanciava in testa al suo plotone, all’assalto della posizione nemica e , raggiuntala vi cadeva gloriosamente.    
ANDREANI GIOVANNI Facendo parte della prima ondata d’assalto per primo si slanciava avanti, trascinando i propri soldati e dando loro mirabile esempio dio sprezzo del pericolo e fermezza nell’esporsi incurante di sè, nei luoghi più pericolosi, finchè venne colpito a morte.Veliki Krib, 25 agosto 1917    
ANDREASSI NAZZARENO Comandante di un plotone, dette bell’esempio di calma, energia e risolutezza nel respingere un contrattacco nemico sorreggendo con la parola e col suo contegno l’animo dei propri dipendenti, finchè cadde ucciso. Podgora 8 agosto 1916.    
ANSOVINI REMIGIO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
ANTINORI GIUSEPPE Costante mirabile esempio di calma e coraggio, essendo stato immediatamente richiesto uk fuoco alla batteria mentre questa era violentemente controbattuta, ancor prima che ne venisse dato l’ordine usciva dalla caverna èper caricare il cannone, e mentre si esponeva, incurante d’ogni pericolo, per far fuoco, cadeva colpito a morte. Dosso Faiti, 3 giugni 1917.    
AQUILANTI LUIGI Pilota d’aeroplano, nobile esempio di ardimento e coraggio, sempre fra i primi compì le più ardue imprese: Colpito in pieno il suo apparecchio da una granata nemica trovava gloriosa morte.    
ARCANGELI ANSELMO Incoraggiò costantemente, con la voce e con l’esempio, i pochi uomini, quando più forte e micidiale era la mischia, e, incaricato di occupare e difendere una posizione scoperta, lo fece con sommo valore, resistendo all’urto nemico, sino a che, sopraffatto, cadde mortalmente ferito. Altopiano del Carso 23 ottobre 1915    
ARCHIBUGI ARRIGO Arditissimo pilota d’aeroplano, compiva numerosi voli di guerra, eseguendo ricognizioni fotografiche e sostenendo brillanti combattimenti aerei. Il giorno 17 giugno 1918 sceso a migragliare da bassa quota le strad e le passerelle percorse dal nemico nella zona di San Donà di Piave, aveva più volte colpito l’apparecchio e squarciato il serbatoio della benzina dalla fucileria avversaria. In perfetta calma e con non comune abilità aviatoria, riusciva a riportare l’apparecchio nelle linee nostre, atterrando in condizioni difficilissime in prossimità delle trincee più avanzate. Il giorno 7 luglio sul cielo del Cadria, attacava decisamente due apparecchi nemici, riuscendo, in lotta ineguale, ad abbatterne uno costringendo l’altro a scendere sbandato nelle linee proprie. Cielo di San Donà di Piave, 17 luglio 1918    
ARDUINI PASQUALE Incaricato di compiere, con una squadra di volontari, un pericoloso servizio di polizia tra i ruderi di un villaggio non completamente sgombro da nuclei avversari, con serena calma e molto coraggio attraversava zone battute fortemente dal fuoco nemico spingendosi fino al limite dell’abitato e facendovi prigionieri, finchè non veniva ferito gravemente. Siravas, poco dopo, in un vicino posto di medicazione. Slavia, 28 novembre 1915.    
ARMANDI MANFREDI Con mirabile slancio ed ardire, alla testa della compagnia, attaccò un forte trinceramento nemico, ed espostosi coraggiosamente al fuoco avversario per tenere saldi isuoi uomini con l’esempio, perdeva eroicamente la vita. San Martino del Carso, 9 agosto 1916.    
ARMONI LUIGI Incaricato di compiere, con una squadra di volontari un pericoloso servizio di polizia tra i ruderi di un villaggio non completamente sgombro da nuclei avversari, con serena calma e molto coraggio, attraversava zone battute fortemente dal fuoco nemico, spingendosi fino al limete dell’abitato e facendovi prigionieri, finchè non veniva ferito gravemente.Sprirava, poco dopo, in un vicino posto di medicazione.    
AURELI CARLO Ardito pilota di idrovolante, animato di elevatissimo spirito militare,compì brillantemente nmerose missioni di guerra, affrontando l’intenso fuoco avversario e contrattaccando efficacemente idrovolanti da caccia nemici.    
BACALONI EVARISTO Aiutante maggiore in secondo, coadiovava validamente e intelligentemente il suo comandante di battaglione, mantenendo, in momenti critici, del combattimento e su terreno difficilissimo, il collegamento fra le varie compagnie, e, calmo e sereno, sfidando ogni pericolo, portava ordini allo stesso, finchè, colpito, cadeva eroicamente sul campo. Monte Sabotino (Gorizia), 24 ottobre 1915.    
BAGOLINI BRUNO Durante il combattimento, sotto l’infuriare del fuoco nemico, incurante del nemico, guidò la sua compagnia all’assalto, incitando con la voce e con l’esempio i dipendenti finché non cadde colpito a morte. Podgora10 giugno 1915    
BALDESCHI GALILEO Ferito al braccio destro, rifiutava di essere ricoverato in un luogo di cura, e dopo essere medicato, tornava al suo posto di combattimento dando mirabile esempio di fermezza e alto sentimento del dovere ai propri dipendenti. in una successiva azione cadde colpito a morte.    
BALDUCCI PIO Con ardimentoso slancio e dopo aver occupato una trincea avversaria, benchè ferito gravemente, concorreva con i suoi uomini a sostenere l’urto di preponderanti forze che minacciavano laggiramento della posizione conquistata, finchè, nuovamente colpito, incontrava morte gloriosa. Valloncella di Selz, 23 aprile 1916.    
BARCHIESI ANTONIO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
BARDI AMILCARE Alla testa della propria compagnia, si slanciò contro i reticolati namici cercando di oltrepassarli. Mirabile per valore e fermezza, incorò con l’esempio e la parola i suoi dipendenti, finchè cadde ucciso.    
BARTOCCI ANGELO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
BARTOLOMEI ANTONIO Nell’attacco di una trincea, guidava il suo plotone eroicamente all’assalto. Ferito una prima volta alla gamba destra, continuava sempre primo nell’azione, finchè colpito una seconda volta al cuore, cadeva sotto i reticolati nemici. Fontana Mosciar, 19 giugno 1916.    
BARTOMIOLI GALLERANO Sprezzante sempre del pericolo, veniva gravemente ferito mentre, con ammirevole calma e serenità, fra l’intenso fuoco nemico incorava i suoi soldati a continuare i lavori di sbarramento per arrestare l’avanzata del nemico.    
BASILI ACHILLE Alla teata del suo plotone attaccava con irruenza i reparti nemici, che sotto la prima linea, si erano incanalati sul rovescio della posizione, limetteva in fuga riportando prigionieri e riristabilendo completamente la nostra linea. Nel dare così bell’esempio di valore e di sprezzo del pericolo, colpito da una scheggia di bomba a mano, trovava morte gloriosa sul campo. Koprivine (Bainsizza), 24 ottobre 1917.    
BECCARINI MARINO Rimasti feriti il comandante ed il vice comandante della sua sezione mitragliatrici, sotto l’intenso bombardamento nemico, sprezzante del pericolo, con calma ed energia mirabili, riordinò rapidamente i superstiti del reparto ridotti a 10 uomini, mise in salvo quasi tutto il materiale della sezione, caricandosi egli stesso una mitragliatrice sulle spalle e tenne in modo ammirevole il comando della sezione nei giorni seguenti. Pederobba (Piave), 27 ottobre 1918.    
BEDINI GIUSEPPE Ferito alla tempia sinistra da una scheggia di bomba a mano, sotto l’intenso fuoco avversario, con sprezzo del pericolo, e con l’esempio e con la parola, trascinava i resti della sua compagnia all’assalto della trincea avversaria, e la conquistava, portando lo scompiglio tra i difensori. Nelle successive operazioni, guidava il reparto con perizia e ardire, sempre primo ove maggiore era il pericolo. Monfalcone, 23 maggio- 7 giugno 1917.    
BEER ARNOLDO Intelligente, animoso e intrepido comandante di sezione in una batteria someggiata, durante un aspro combattimento, arditamente faceva trasportare innanzi, a braccia, la sua sezione, sotto l’infuriare del fuoco nemico, e per dirigere meglio il fuoco usciva dalla trincea e si manteneva ritto in piedi, interamente allo scoperto. Calmo e sereno, disimpegnava il pericoloso compito ed animava con calde parole i suoi soldati, finché cadde mortalmente ferito. Moriva due giorni dopo in un ospedale da campo. Case Bonetti (Carso), 16 settembre 1916    
BELLI GIUSEPPE Giungeva fra i primi a portare un’arma sulla posizione conquistata. Il giorno dopo, stando di vedetta, rimaneva fermo al suo posto, nostante l’intenso ed efficace tiro dell0artiglieria nemica, finchè cadeva colpito a morte accanto alla sua mitraglietrice distrutta. Monte Cucco, 15-16 maggio 1917.    
BELLOMO IGINIO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
BENEDETTI GINO Per far argine a un travolgente attacco e dar tempo ad altre truppe di disimpegnarsi, tratteneva il nemico con un piccolo reparto, impegnando lotta corpo a corpo. Col suo contegno eroico, fu di sprone e di esempio a tutti, lasciando la vita nel compito grave e generoso. Monte Sisemol, 8 giugno 1916.    
BERNARDINI ANTONIO Comandante di una pattuglia di dieci uomini incaricata della esplorazione di un paese occupato dal nemico, d’apprima fece aprire il fuoco, ma, poi, per meglio adempiere il duo mandato, attaccò risolutamente alla baionetta, ed entrò nell’abitato, mettendo in fuga i nemici e dando prova di mirabile fermezza e di esemplare coraggio, finchè cadde colpito a morte. Lucinico, 8 giugno 1915.    
BIANCHINI GUIDO Si slanciava animosamente all’assalto alla testa di parte della sua compagnia, e riusciva a penetrare nella trincea nemica incontrandovi la morte. Stella San Martino, 22 agosto 1915    
BICCIRE’ PRIMO Nell’assalto di una trincea nemica vi penetrava per primo, animando i compagni ad accorrervi prontamente e riuscendo a farne prigionieri i difensori. Selz, 29 marzo 1916. Costante esempio di mirabile coraggio, si distinse per il collocamento di tubi esplosivi nei reticolati nemici, si comportò da valoroso in diversi combattimenti, fu il primo a penetrare in una trincea avversaria, e cadde infine eroicamente sul campo. Selz, 22-23 aprile 3916.  
BINI CARLO Nell’attacco di un’aspra e ben munita posizione nemica, guidava il proprio plotone con perizia, fermezza ed ardire esemplari, ragiungendo tra i primi la posizione, ove lasciava valorosamente la vita. – Monte Santo, 23 maggio 1917    
BITTONI GIUSEPPE Quale comandante di una compagnia di vigilanza distesa su di un tratto di linea mancante di regolare trincea, per più giorni, sotto i violenti bombardamenti delle artiglierie nemiche e, nonostante le forti perdite dubite dal reparto mantenne alto il morale e salda la disciplina dei dipendenti. Respinse poi, nettamente e con mirabile energia un attacco nemico notturno, rimanendo colpito a morte da una granata avversaria. Passo dell’Agnello (altipiano di Asiago), 12-15 giugno 1917.    
BOCCONI ALBERTO In vari giorni di combattimento dava prova di ardire e di sprezzo del pericolo. Unico ufficiale superstite della propria compagnia mitragliatrice, venuto a conoscere che il suo battaglione era contrattaccato da forze soverchianti, si portava, di sua iniziativa, a rincalzo della linea di fuoco. Ferito mortakmente, nel percorrere una zona esposta al micidiale tiro dell’artiglieria nemica, incurante di se, continuava ad incitare i suoi uomini alla lotta e a chiedere notizie sulla nostra avanzata. Spirava poche ore dopo in un ospedaletto da campo. Porte del Taglio (Basso Piave), 25 giugno 1918.    
BOFFI LAMBERTO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
BONI OSVALDO Comandante di una compagnia, rimasto ferito durante il combattimento, mantenevasi al proprio posto, dando mirabile esempio ai dipendenti di fermezza e coraggio. Colpito una seconda volta lasciava provvisoriamente il comando ad un suo dipendente con ò’espresso proposito di riprenderlo sibito dopo una prima medicazione; ma nel momento in cui si allontanava dalla linea di fuoco, veniva ferito una terza volta ed a morte. Udine T. Torre, 28 ottobre 1917.    
BORDI GIULIO CESARE Calmo e sereno sotto l’infuriare del fuoco nemico alla testa dei suoi uomini li trascinava all’attacco raggiungendo i reticolati avversari dimostrando ardimento e sprezzo del pericolo. Colpito al petto, moriva due giorni dopo, in seguito alla ferita riportata. Flondar, 23 maggio 1917    
BORDONI LORENZO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
BORGHETTI IGINO Alla testa del suo plotone con ammirevole slancio e coraggio assalì una dolina fortemente difesa dagli avversari la espugnò ricuperando due nostre mitragliatrici prima perdute e facendo numerosi prigionieri. Ferito a morte cadde sul posto. Faiti, 2 novembre 1916    
BROFFERIO ANGELO Con perizia, slancio e ardimento mirabili guidava il proprio battaglione all’attacco di una forte posizione, in vicinanza della quale cadde mortalmente ferito. Monte Sleme 2 giugno 1915.    
BRONCHELLI ADOLFO Conslancio ed entusiamo, guidava la sua compagnia all’assalto e alla vittoria. Espugnate con sommo valore le trincee nemiche, continuava nella difficile lotta, e, benchè gravemente ferito, con parole ispirate a nobile amore di patria, incitava i soldati a proseguire l’avanzata. Monfalcone, 23 maggio 1917.    
BRUNORI BASILIO In posizione avanzata non ancora sistemata a difesa seppe resistere a diversi attacchi del nemico, incitando con le parole e più con l’esempio i propri dipendenti.Accortosi che fra la trincea nemica e la nostra giaceva un soldato gravemente ferito, egli, vedendo che nessuno si offtiva, non curando il pericolo, raggiungeva il ferito, e caricatolo sulle spalle lo traeva in salvo in una vicina caverna. Mirabile esempio di energia, arditezza, calma e sprezzo del pericolo. Quota 126, 1° giugno 1917.    
BUCCIARELLI GADDO Capo di una pattuglia di collegamento in trincea, durante un’importante azione, per meglio assolvere il ptoptio compito, si spingeva in una posizione intensamente battuta dal bombardamento nemico, e di là forniva preziose informazioni ai comandi retrostanti, finchè, colpito da una bombarda nemica, incontrò la morte sul campo. Già distintosi in precedente combattimenti. Monte Asolone, 10 settembre 1918.    
CADOLINI CESARE Sebbene avesse già riportato una ferita lacero contusa al mento durante l’azione, assunse, in seguito a ferita del titolare, il comando del battaglione spiegando nel combattimento intelligenza ed energia. Ferito una seconda volta e gravemente, ad un braccio, continuava a tenere valorosamente il comando e ad incorare con mirabile esempio i dipendenti, finchè cadde nuovamente colpito all’addome, Morì all’ospedale in seguito alle ferite riportate. Sdraussina, 23 ottobre 1915.    
CAGNETTI LUIGI Costante mirabile esempio di attività, fermezza e coraggio, sotto l’intenso bombardamento nemico, con calma e fermezza singolari, impiantava un posto di medicazione in prima linea, accorrendo quà e là per raccogliere i feriti più gravi, fincè venne egli stesso colpito a morte. Carso, 20 agosto 1917.    
CAMILLI PIETRO Ricevuto l’ordine di portare il proprio pezzo sulla linea della fanteria, con mirabile ardimento si spingeva su terreno completamente scoperto e intensamente battuto dal fuoco nemico di artiglieria e mitragliatrici, trasfondendo con l’esempio nei propri dipendenti la serenità e la fermezza necessaria per assolvere il difficile compito, finchè, colpito a morte da una raffica di mitragliatrice avversaria, lasciò gloriosamente la vita sul campo. Monte Pertica, 26 ottobre 1918.    
CANDELORA ODDO Nell’attacco di una posizione, portava con slancio e calma esemplare portava il proprio plotone fino a pochi metri dei reticolati nemici ove apriva il fuoco per controbattere quello aversario.Durante una pausa del fuoco, avanzava, solo, verso i reticolati, per riconoscere i passaggi e veniva ferito mortalmente da una palla in fronte. Pevma, 24 giugno 1915.    
CAPPONI PIETRO AUGUSTO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
CAPRIOTTI GIUSEPPE Richiesto di far parte volontariamente di una pattuglia, si spingeva fin sotto i reticolati nemici organizzandovi una piena resistenza e non ripiegando se non dopo essersi assicurato che il proprio reparto aveva occupato saldamente la posizione.Sempre tra i primi a slanciarsi sul nemico, ferito in un successivo attacco, mantebeva contegno calmo e coraggioso, riuscendo così di nobilissimo esempio ai compagni. Costalunga, 15-19 giugno 1918.    
CARBONARI LUIGI Mirabile esempio di alte virtù militari, sprezzante del pericolo attraversava zone fortemente battute dall’artiglieria nemica per andare in cerca di bombe a mano, che distribuiva poi ai suoi compagni di squadra. Cooperava con tutte le forze nel respingere reparti avversari ed invitava i compagni alla resistenza, finchè venne colpito a morte. Case Tasson (Monte Grappa), 19 dicembre 1917.    
CARMINUCCI PIETRO Animato da grande fede ed entusiasmo, in un nostro attacco, giungeva primo fra tutti nelle trincee nemiche. Pronunciatosi un contrattacco avversario incitava con l’esempio e la parola i compagni a respingere l’attaccante, finchè colpito da una raffica di mitragliatrice, non trovava morte gloriosa. Case Bosco (Basso Piave), 4 luglio 1918.    
CARSTANJEN GUSTAVO Animosamente contrattaccava un velivolo nemico, quantunque questo fosse più forte e più veloce, perdendo la vita, mentre avrebbe potuto opportunamente sfuggirlo. Durazzo, 26 settembre 1915    
CASALINI IPPOLITO Nel ripiegamento del Piave, benchè semplice soldato, fu sempre efficacissimo coadiuvatore dei propri ufficiali e magnifico esempio ai compagni, combattendo valorosamente con le bombe a mano e col pugnale per trattenere il nemico. Nella battaglia del Piave combattendo con l’usato valore, si gettò sul nemico con pochi compagni animati dal suo esempio, ma venne presto circondato, e invitato ad arrendersi: “no, viva l’Italia” rispose e cadde crivellato di ferite. Isonzo-Piave, ottobre -novembre 1917-Zenzon- Fossalta, 15-17 giugno 1918..    
CASELLI BENEDETTO Mentre l’artiglieria nemica bombardava un abitato sede della colonna munizioni e di altri reparti, si slanciava nella zona maggiormente battuta per prestar soccorso ai militari feriti di un reparto di altra arma, e mentre, sotto il tiro nemico, sprezzante del pericolo compiva con generosa abnegazione l’opera pietosa, veniva egli stesso colpito da scheggia di granata, rimanendo ucciso. Mirabile esempio in ogni circostanza di ardimento, di generosità, di elette virtù militari. Aris, 28 febbraio 1917.    
CASTAGNARI CARLO Costante mirabile esempio di fermezza e coraggio, quale osservatore in un osservatorio, fatto segno all’intenso e aggiustato tiro nemico, faceva mettere al riparo il personale alla sua dipendenza, mentre egli continuare a rimanere al posto di osservazione, dando continui ragguagli sull’attacco delle fanterie nemiche e sui risultati dei tiri delle batterie del gruppo, finchè ferito gravemente, dovette essere trasportato al posto di medicazione.Moriva pochi giorni dopo, in un ospedaletto. Osservatorio quota 144, 13 settembre 1917.    
CASTELLANI EMIDIO Comandante di un gruppo di bombarde, superando gravi difficoltà, con intelligente e pronta azione di comando, riuscì in ogni contingenza a dare un efficace contributo al felice esito delle operazioni. Monte Sabotino-Santa Caterina, dal 6 al 16 agosto 1916. Comandante di un gruppo di bombarde, mentre, con irabile sprezzo del pericolo, da un osservatorio improvvisato in prima linea dirigeva e osservava il tiro delle sue batterie, per sgombrare la via alle fanterie sull’obbietivo designato, veniva colpito mortalmente da scheggia di granata nemica, preferendo morire sul campo dell’onore, rifiutava di farsi trasportare. Loquizza, 17 settembre 1916.  
CASTELLANI LUIGI Comandante di un battaglione, sebbene sofferente, mantenne il proprio comando per una imminente azione. Iniziato personalmente l’assalto sotto il violento bombardamento nemico, con impareggiabile calma e serenità, diresse tutta l’operazione fino alla conquista dell’obiettivo ed alla sistemazione della posizione raggiunta. Colpito da grave malore non acconsentì di lasciare il comando se non quando vide assicurato il risultato dell’operazione stessa. Carso, 14 maggio 1917. Dotato di belle virtù militari, durante due giorni di violento bombardamento nemico, si trattenne sulle nostre prime linee di giorno e di notte animando col suo contegno calmo e coraggioso i dipendenti. Mentre dalla tricea osservava gli effetti dei nostri tiri d’artiglieria sui reticolati nemici e cercava la miglior via per condurre il proprio battaglione all’attacco, venne colpito a morte. Cima Verde San Gabriele, 19 agosto 1917.  
CASTELLETTI DOMENICO PIETRO Attraversando con mirabile ardimento una zona battuta da mitragliatrici nemiche, con pochi animosi si spingeva fin sotto i reticolati avversari, restandovi tenacemente per un giorno ed una notte, finché, colpito a morte, vi lasciò la vita. Komarie, 25 maggio 1917    
CATENA GENNARO Con risolutezza ed ardimento, attraversando una zona violentemente battuta dal fuoco nemico, conduceva la propria squadra a occupare un’importante elemento di trincea. Visto poi il proprio comandante di compagnia in critica situazione, prontamente accorreva con pochi uomini in suo aiuto. Ferito e impossibilitato a combattere, con mirabile fermezza continuava a prestare l’opera sua, animando i compagni e porgendo loro munizioni finché, per una seconda e più grave ferita, lasciò gloriosamente la vita sul campo. Sabbioneta (medio Piave), 30 ottobre 1918    
CECCHI ROCCO Si spingeva arditamente fra i primi, fugando nuclei avversari e catturandone altri prigionieri. Il giorno dopo, nobile esempio di valore mentre intimava la resa ad alcuni nemici, cadeva colpito a morte. Monte Val Bella, 29 gennaio 1918.    
CECCHINI ANGELO Costante mirabile esempio di fermezza e coraggio, in qualirà di telefonista e porta-ordini di una compagnia rimaneva intrepido al proprio posto sotto l’intenso bombardamento nemico diretto specialmente ad abbattere il ricovero ove era collocato l’apparato telefonico, sino a quando colpito in pieno da una granata avversaria, lasciava la vita sul campo. Meletta Davanti, 15 novembre 1917.    
CECCOLINI ALFREDO Comandante di una pattuglia d’assalto, non scoraggiato dal primo insuccesso, si slanciava con grande impeto contro le posizioni nemiche. erio una prima volta, reprimendo gli spasimi del dolore, continuava a combattere e ad incoraggiare i propri dipendenti, finchè nuovamente colpito, cadeva gloriosamente sul campo. Dosso Alto di Zures, 18 giugno 1918.    
CELANI QUIRINO Quale tiratore mitragliere in lungo ed aspro combattimento, assolse il suo compito con nobile calma, coraggio ed altissimo sentimento del dovere.Ferito non volle abbandonare l’arma, dichiarando al proprio ufficiale che sarebbe rimasto fino all’ultima cartuccia, finchè, poco dopo, colpito a morte, immolava sul campo la nobile esistenza alla Patria.Nervesa , 20 giugno 1918.    
CESANELLI ETTORE Con mirabile calma, dopo aver impartito al suo plotone gli ultimi avvertimenti, mossi all’attacco di una trincea nemica, munita di reticolati ancora quasi intatti. Apertosi in essi un varco, li attraversò, e trascinando gli uomini colla sua parola e l’esempio, dopo sanguinoso combattimento, giunse tra i primi sulla posizione avversaria, dove cadde colpito a morte. Già distintosi un anno avanti in un altro combattimento nel quale rimase ferito. Monfalcone, 4 agosto 1916.    
CESARETTI MANSUETO Ferito gravemente all’addome da una scheggia di granata, tentava di seguire la sezione mitragliatrici con i materiali a spalla, finchè cadeva morto presso una trincea. Castelnuovo, 25 maggio 1915.    
CESARONI NAZZARENO MOTIVAZIONE MANCANTE    
CHIERICI MARIO Incurante del fuoco nemico rimaneva impavido su di una posizione scoperta, per meglio dirigere il fuoco delle proprie bombarde. Individuato e fatto segno del fuoco della fucileria avversaria, non abbandonava il proprio posto di osservazione e vi veniva colpito a morte. Cima Pal Grande, 18 maggio 1917.    
CIARLONI VINCENZO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
CIATTAGLIA GIUSEPPE Sprezzante del pericolo, percorreva per l’intera giornata strade battute dall’intenso fuoco nemico, cooperando efficaciamente al buon andamento del servizio. Mentre, instancabile, si recava in un osservatorio con un carico di materiale telefonico, cadeva colpito a morte. Col Lampeggia, 15 giugno 1918.    
CINGOLANI PLINIO Dopo aver tentato invano di portare qualche soccorso al proprio capitano, colpito a morte, si rimise alla testa del suo reparto e gridando: “Moriamo tutti ma vendichiamo la morte del nostro capitano”, si trasse dietro i suoi uominji, i quali, strappando palmo a palmo il terrenno ai nemico lo obbligarono a ripiegare con gravi perdite. San Marco di Gorizia, 14 novembre 1916. Durante un contrattacco nemico, contribuiva efficacemente a mantenere salda la compagine del suo reparto rincuorando i soldati e guidandoli poscia arditamente all’assalto delle posizioni nemiche, finchè cadeva gloriosamente sul campo. Monte Vodice, 16 maggio 1917.  
CIPRIANI FRANCESCO Facendo parte di una squadra tagliafili ed essendo stato ferito, continuò ciononostante ad avanzare arditamente. Visto cadere il proprio capo squadra, si slanciò in suo soccorso, ma colpito egli stesso una seconda volta, lasciò la vita nel generoso tentativo. Monte Maio, 16 luglio 1916.    
CLEMENTI ERNESTO Durante un violento attacco sferrato dal nemico quattro volte superiore in numero e preceduto da intenso bombardamento comandò ed incitò le sue truppe con irabile calma e coraggio. Circondato alla fine da un forte nucleo di nemici che gli intimavano la resa, rispose col fuoco suo e dei pochi soldati superstiti, finchè cadde colpito a morte. Monte Lemerle, 6 giugno 1916.    
CLERICI UMBERTO Durante una importante azione aerea offensiva, costretto ad atterrare prima di aver raggiunto le linee nemiche, per gusti non lievi sopravvenuti all’apparecchio, animato da entusiastico sentimento del dovere, dopo avere, riparato, alla meglio, l’aereoplano, volle riprendere il volo per compierela missione affidatagli, benchè altri apparecchi della squadriglia lo precedessero ormai di circa tre ore. Assolto egregiamente il suo compito d’offesa sull’obiettivo intensamente difeso dall’artiglieria antiaerea nemica, riuscì a rientrare incolume al campo. Lubiana, 18 febbraio 1916.    
COEN CESARE Tenne, durante aspri combattimenti il comando interinale del battaglione, segnalandosi per perizia, calma, coraggio, sprezzo del pericolo, alta coscienza del dovere, finchè cadde colpito a morte. Oslavia, 15-24 gennaio 1916.    
CONTI ENRICO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
CONTI PRIMO Sotto il vivo fuoco nemico di artiglieria e mitragliatrici, usciva ripetutamente e volontariamente dalla linea per raccogliere e trasportare al posto di medicazione i feriti caduti tra la nostra linea e quella avversaria dando così mirabile prova di sommo coraggio e di nobilissimo spirito di cameratismo, finchè, colpito egli stesso, vi lasciava la vita. Monte Asolone, 15 giugno 1918.    
CORBELLI FRANCESCO Col plotone di cui aveva il comando fu tra i primi a fronteggiare un improvviso attacco di fianco del nemico. Con mirabile esempio di audacia e di dorezzo del pericolo, infuse nei suoi dipendenti slancio ed aggressività più volte guidandoli in arditi contrattacchi, finchè, dopo più ore di combattimento, sotto il violento fuoco avversario, venne gravemente ferito. Ansa di Gonfo (Piave), 15 giugno 1918.    
CORINALDESI FERRUCCIO Seppe far eseguire alla sua truppa lavori importanti, sotto il fuoco intenso dell’artiglieria nemica, dando prova di mirabile calma e coraggio ai suoi dipendenti e infondendo così nell’animo loro lo sprezzo del pericolo ed un elevato sentimento del dovere. Ferito ad ambedue le gambe, non lasciò il comando del suo reparto se non dopo aver data regolare consegna e riferito per iscritto sui lavori in corso. Monte San Michele e Nad Logem, 7 agosto-2 settembre 1916.    
CRISTOFANELLI GINO Comandante interinale di una compagnia, al momento dell’assalto, sotto l’intenso fuoci di fuculeria e mitragliatrici, sprezzante del pericolo e al grido “Savoia”, si slanciava animosamente avanti per dare esempio al proprio reparto, finchè cadeva colpito a morte. Bosco dei Laghetti (Paiano della Marcesina), 17 giugno 1916.    
CROCETTI DOMENICO Durante un contrattacco si batteva eroicamente contro i nemici irrompenti. Impegnava lotta con un gruppo di avversari che avevano assalito un suo compagno ferito, e lo metteva in salvo dopo aver ucciso qualcuno degli assalitori e messi in fuga gli altri.Santa Caterina, 12 febbraio 1917.    
DE CESARIS QUINTILIO Durante un accanito attacco del nemico opponeva, anche in momenti assai critici, la più tenace resistenza, senza mai abbandonare la propria miotragliatrice che egli impugnava con mirabile fermezza contro l’avversario, finchè, sopraffatto dal numero e dalla violenza, cadeva ncolpito a morte. Nova Vas, 22 settembre 1916.    
DE LUCA GIUSEPPE Durante il combattimento, ferito alla parte destra del viso continuava a combattere sulla linea di fuoco. Sidi Said, 28 giugno 1912    
DE LUCA PAOLO Concorse con ardita manovra alla cattura di mitraglietrici nemiche. Ferio e contuso in più parti, seguitò a combattere incitando i propri uomini a resistere. Mentre con grande sentimento di altruismo in terreno micidialmente battuto e scoperto medicava un soldato gravemente ferito, cadde colpito a morte. Pod Corite, 21-22-agosto 1917.    
DESIDERI NICOLA Nell’attacco di trincee nemiche attraverso un terreno scoperto e battuto da fuoco incrociato di mitragliatrici che avevano fermato il suo plotone, si poneva risolutamente alla testa dei suoi soldati e, dando mirabile esempio di slancio e coraggio li incitava con la parola e con l’esempio, slanciandosi arditamente per primo oltre l’appostamento e trascinandoli all’assalto. Raggiunte le trincee avversarie, vi impegnava con i difensori un’aspra lotta corpo a corpo, finchè cadde colpito a morte. Case Bonetti (Carso), 16 settembre 1916.    
DESIDERI UMBERTO Per il mirabile contegno mantenuto durante il combattimento, nel quale restò ferito per ben cinque volte. Sant’Elia, 9 giugno 1915.    
DI CARLO IGINO Con sprezzo del pericolo, entusiamo ed energia mirabile, guidava la propria squadra all’assalto della trincea nemica e cadeva colpito a morte mentre apriva un varco nel reticolato avversario. Monte Rasta, 10 giugno 1917.    
DI MATTEO FERNANDO Offertosi volontario per aprire i varchi nel reticolato nemico, assolveva blillantemente il compito impostosi: quindi si slanciava sulla trincea nemica ove, giunto fra i primi, sosteneva una fiera lotta corpo a corpo nella quale, pur rimanendo gtavemente ferito, continuava a dar prova di salda energia e mirabile sangue freddo, – Selz, 28 marzo 1916.    
DINI ANTONIO Dopo aver dimostrato animosamente sprezzo della vita, giunto fra i primi sulle trincee nemiche, cadeva mortalmente ferito, mentre gridava “Savoia”. Plava, 16 giugno 1915    
DONATI AUGUSTO Dopo aver superato tre linee di reticolato elettrizzafo, irrompeva per primo col proprio ufficiale in una caverna da dove il nemico aveva aperto il fuoco, immolando alla patria la florida giovinezza della vita, in un mirabile slancio di eroismo. Sano, 19 gennaio 1918.    
DOTTORI ENRICO ANGELO   Rifornitore in una sezione di mitragliatrici si slanciava con coraggio all’assalto di una forte e ben munita posizione. Ferito, rinunciava a farsi medicare e continuava a spingersi innanzi con mirabile audacia, finché una granata nemica non spezzava il suo nobile impeto a la sua giovine vita. Col del Rosso (Asiago) 30 giugno 1918  
DUCA TARCISE Comandante di plotone sotto violente raffiche di fuoco, con serenità e con mirabile coraggio portò il reparto all’attacco fin sotto i reticolati nemici ove rimaneva mortalmente ferito. Caduto a terra continuò, sino all’ultimo, ad incitare i suoi uomini ad avanzare. Ponte Marogna, 21 ottobre 1915    
FABI VALERIO Durante l’attacco di una poziione nemica prendeva il comando di una squadra di arditi e, con mirabile slancio, la guidava fin sotto i reticolati avversari e quindi all’assalto della trincea. Gravemente ferito si rammaricava soltanto di non poter compiere la sua missione. Monte Santo, 29 maggio 1917    
FABRIZI GUIDO Attivo ed intelligente allievo osservatore, sempre primo ad offrirsi per le più audati imprese, ritornando da un’importante azione di guerra sul territorio nemico, incontrava gloriosa morte. Cielo di Valdagno, 9 maggio 1918    
FAINELLI TOMMASO Quale ciclista addetto al comando di un battaglione per più giorni percorreva arditamente il campo dell’azione per portare ordini, sotto il violento fuoco nemico di artiglieria e mitragliatrici. Affrontava anche, con risolutezza, nuclei di avversari dispersi nei camminamenti. Venne colpito a morte. Jamiano-Comarje, 23-25 maggio 1917    
FALCHETTI GIUSEPPE MOTIVAZIONE NON REPERITA    
FARINELLI UMBERTO Manteneva saldamente il tratto di linea occupato dalla compagnia ai suoi ordini, sebbene gravemente minacciato da un attacco nemico in forze preponderanti. Ferito gravemente nella lotta corpo a corpo, rincorava ed incitava i suoi dipendenti a persistere nell’impari lotta, decedendo poco dopo. Già distintosi in altre circostanze per coraggio ed audacia. Hojie (Bainsizza), 24 ottobre 1917.    
FARRONI GIUSEPPE Durante tredici mesi di ininterrotto servizio alla fronte, dava costante prova d’intelligente attività, di raro coraggio, di grande serenit’ di fronte al nemico e nei momenti più dificili. Cadeva in combattimento mentre, incurante di sé, si esponeva al fuoco per incorare i suoi soldati. Monte MRZLI, 22 giugno 1916    
FEDERICI PIETRO Mirabile esempio di coraggio ai propri dipendenti. Lim condusse, con magnifico slancio, all’assalto delle trincee nemiche, nonostante il violento fuoco di fucileria e di mitragliatrici. Cadde ucciso da un proiettile in fronte, mentre, primo gingeva al varco aperto eni reticolati avversari. Vermegliano, 21 ottobre 1915.    
FENILI NICOLA Con la mani, con l’attrezzo, con le fucilate, tentava di distruggere il reticolato nemico. Ferito una prima volta, non desisteva, non desisteva dal suo compito, finchè cadeva nuovamente e mortalmente colpito dal fuoco di mitragliatrici avversarie. Scogli d’Apofin, 16 giugno 1916.    
FENUCCI REMO L’8 luglio 1915, in seguito a ordini dati dal suo comandante du brigata, si offtiva volontariamente per la posa di tubi esplodenti nel reticolato austriaco del Bosco Cappuccio. Insieme con un compagno, faceva brillare un tubo, aprendo nel reticolato un ampio passaggio; ma, sorpreso da micidiale fuoco nemico, vi lasciava la vita.    
FERRETTI MARINO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
FIATTI CESARE Esempio di coraggio ad una squadra di volontari per una impresa arrischiata e pericolosa, primo all’assalto, sprezzante di ogni pericolo, concorreva alla buona riuscita, immolando la propria esistenza. Bosco Cappuccio, 24 giugno 1916.    
FINOCCHI LEONARDO Marinaio del reparto arditi era esmpio costante di fermo animo e di alto sentimento del dovere. In difficile circostanza attraversava il Piave sotto vivo fuoco nemico, e nella stranua lotta per catturare una mitragliatrice, già da lui ridotta al silenzio, lasciava eroicamente la vita. Basso Piave, 30 ottobre 1918.    
FIORETTI GUGLIELMO Sotto il violento fuoco avversario, fu il primo a lasciare la trincea di partenza e con la parola e con l’esempio del suo mirabile coraggio, trascinò avanti i dipendenti, finchè cadde colpito a morte. Jamiano, 23 maggio 1917.    
FIORETTI PASQUALE Comandante di una sezione mitragliatrici, portò le armi colle truppe d’assalto in una trincea conquistata, contribuendo efficacemente a respingere i furiosi contrattacchi dell’avversario. Nei giorni seguenti comandò un battaglione con valore e fermezza mirabili ed avendo il nemico sconvolto ed incendiato un tratto di trincea, trovandosi completamente tagliato fuori dalla linea coll’intero battaglione, prese disposizioni fulminee per isolare l’incendio, incitando i suoi coll’esempio e coll’ardire, fino al giungere di soccorsi. Monfalcone, 6 – 12 agosto 1916. Comandante di una sezione mitragliatrici, durante un attacco violentissimo dell’avversario, rimasto senza uomini, in posto scoperto, personalmente continuava a far fuoco, contribuendo validamente al buon esito dell’azione. Colpito poco dopo gravemente, moriva sul campo, dopo aver dato impareggiabile esempio di valore e di abnegazione. Flondar, quota 146 (Carso), 26 maggio 1917.  
FORTE CONSALVO Comandante di compagnia, con la parola e con l’esempio manteneva sempre alto il morale dei suoi dipendenti. Rimaneva ferito gravemente, ricusava ogni cura, continuando arditamente ad avanzare, finchè era trasportato, a viva forza, lontano dal combattimento. Monte Santo, 25 maggio 1917.    
FRANCA LAZZARO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
FRANCESCHINI GIUNIO Raggiungeva, di corsa, in testa a proprio plotone, la linea di fuoco nel momento più critico dell’azione, ed incitava con infiammate parole i propri soldati alla resistenza ad oltranza. In tutte le gravi e perigliose fasi della lotta, dava prova magnifica di valore personale, di saggezza e sprezzo del pericolo. Santa Maria di Tolmin, 16 agosto 1915 Comandante di una compagnia costituente la seconda ondata di assalto, si slanciava avanti con mirabile ardimento trascinando i suoi soldati. Ferito al capo mentre occupava già la trincea avversaria non volle essere soccorso per non distogliere alcuno dal combattimento, tutti incitando alla lotta. Non venne più ritrovato sul campo sebbene attivamente cercato dai suoi devoti soldati. Carso, 2 novembre 1916  
FRANCHINI FERDINANDO Durante un servizio di 22 giorni in una trincea di 1^ linea, volontariamente prestavasi prestavasi più volte al servizio di guardia in posti avanzati. Primo ad accorgersi di un attacco notturno in forze del nemico, ne avvertiva il comandante della compagnia in modo da rendere pronta la difesa e l’offesa successiva. Non curante del pericolo, sotto il bombardamento avversario ritto sulla trincea incitava i compagni alla lotta, fino a che il nemico non fu annientato. Dopo l’attacco portava a spalla i nostri feriti fino al posto di medicazione, attraversando ratti di terreno fortemente battuti dal fuoco avversario. Korite – Selo, 16 settembre 1917. MOTIVAZIONE NON REPERITA  
FRONTINI ITALO Attraverso una zona intensamente battuta dal fuoco nemico, con mirabile coraggio e perizia, guidava, prima, il proprio plotone, quindi la compagnia di cui era rimasto unico ufficiale, all’attacco della posizione nemica, finchè ferito gravemente ad una gamba, fu obbligato ad abbandonare l’azione. Collina Santa Lucia, 29 agosto 1915.    
GABRIELLI FRANCESCO “GABRIELLI FRANCESCO da Appignano del Tronto, soldato reggimento fanteria, n. 1208 matricola
Quantunque , ferito, guidava con impeto e foga trascinatrice la sua squadra attraverso il lago Mucile, sotto il fuoco di mitragliatrici e della fucileria avversaria, avanzando sempre e animando i suoi. Colpito nuovamente a morte le sue ultime furono di nobile incitamento per i suoi soldati. –Monte Cosick (Monfalcone), 27 marzo 1916.
   
GABUCCI ETTORE In seguito ad ordine ricevuto, avanzò in pieno giorno, sotto il fuoco nemico, marciando con sommo sprezzo del pericolo dinanzi alle truppe del battaglione da lui comandato ed incitandole con il suo mirabile esempio. Raggiunta la posizione a breve dalle trincee avversarie, volle, con insuperabile intrepidità, percorrere la linea occupata dal proprio reparto per riconoscerne la consistenza in ogni punto, non meno che per infondere col suo sereno contegno, fiducia e fermezza dei suoi dipendenti. Nel coraggioso atto cadde ferito a morte. Sele (Isonzo), 23 agosto 1917.    
GAGLIARDI PIETRO Conduceva arditamente la sua sezione mitragliatrici con la prima ondata di assalti, oltrepassava la linea avanzata e fermato l’assalto sotto la linea principale del fuoco nemico, che aveva avuto rinforzi, col tiro delle proprie armi disperdeva una grossa pattuglia avversaria che tentava di avvicinarsi ed afferrata egli stesso un’arma, si lanciava per inseguirli gridanto: Avanti i miei!. Colpito al petto, cadeva sul campo, incitando ancora con un ultimo gesto i suoi uomini a proseguire nella lotta. Castagnevizza, 23-24 maggio 1917.    
GALLUZZI ENRICO comandante di una compagnia di rincalzo, si spingeva arditamente all’assalto di una ben munita posizione nemica, trascinando e guidando con mirabile slancio il proprio reparto, finchè cadde colpito a morte. San Marco di Gorizia (Fortino di Casa Diruta), 14 maggio 1917.    
GAMBRIOLI CIPRIANO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
GENGA AUGUSTO Ferito al braccio sinistro manteneva il suo posto ed avanzava poi arditamente, guidando la squadra, finchè cadde colpito a morte da una granata a mano avversaria. Valloncello di Selz, 23 aprile 1916.    
GENNARI ROMEO Quale comandante di una batteria di bombarde, diede prova di perizia e di ardimento esemplari, riuscendo più volte a liberare il reparto da critiche situazioni ed a mantenerlo in piena ed efficace attività di fuoco. Recatori con sereno sprezzo del pericolo un terreno battuto dal nemico per trovare un buon osservatorio, cadde colpito a morte da un colpo di fucile. Vertojba, 31 ittobre 8 dicembre 1916.    
GHILARDI PAOLO Conduceva con impetuoso slancio e mirabile coraggio il suo plotone all’assalto. Conquistata la prima linea avversaria, senza siffermarsi proseguiva verso le altre linee. Colpito a morte òe sue ultime parole erano d’incitamento alla vittoria. Selo, 19 – 21 agosto 1917.    
GIANGROSSI GINESIO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
GIANOTTI AUGUSTO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
GIOMINI ALESSANDRO Sprezzante del pericolo, fu continuo, mirabile esempio di slancio ed eroismo ai suoi che conduceva brillantemente all’assalto. In un ultimo assalto alla trincea nemica, cadeva, colpito a morte, sulla posizione conquistata. Monte San Michele del Carso, 29 luglio 1915.    
GIORGETTI EUGENIO Guidava con perizia il suomreparto alla conquista di una posizione occupata dall’avversario, ferito ad una gamba, continuava a prendere parte all’azione finchè l’obiettivo non fu raggiunto, dando così ai dipendenti esempio di valore e fermezza. Serir Scebb, 10 dicembre 1913.    
GIRI CELSO Comandante di un plotone di retroguardia durante un ripiegamento e rimasto isolato da ogni altro reparto, valorosamente combatté contro forze preponderanti, dando tempo al proprio battaglione di allontanarsi ordinatamente. In seguito, offertosi per difendere una importante posizione, fu l’anima dell’accanita resistenza opposta ai violenti attacchi avversari, finché, dopo due giorni di aspro combattimento, immolò gloriosamente sulla posizione stessa, la vita. Quero-Piace, 4-15 novembre 1917    
GIRI GINO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
GORGOLINI DOMENICO Mentre la batteria, vilentemente controbattuta, faceva fuoco, si recava ad un pezzo per rianimare i serventi e vi restava impavido, finchè un proiettile nemico lo travolgeva insieme al pezzo. Tale fine gloriosa coronò la sua azione di guerra durante la quale ogni suo atto fu un atto di valore. Altipiano di Asiago, 7 luglio 1916.    
GRELLI UGO In cinque mesi di guerra, fu esempio costante di valore e di ardimento, segnalandosi in tutte le operazioni che gli furono affidate. Mortalmente ferito mentre lanciava ancora una volta la truppa all’assalto delle trincee nemiche, fu stoicamente forte nel dolore, e nelle poche ore che gli rimasero, non ebbe che espressioni di elevatissimo sentimento militare e patriottico. Vermegliano, 21 ottobre 1915.    
GRINTA OBERDAN Costante, mirabile esempio di fermezza e coraggio, essendo stato comandato ad ispezionare le vedette del suo plotone durante un violento bombardamento nemico, disimpegnava, con impareggiabile sprezzo del pericolo, il proprio compito, fino a chè cadde colpito a morte da una granata avversaria. Col dell’Orso, 11 dicembre 1917.    
GUBINELLI LUCIO Con ardimentoso slancio giunse innanzi a tutti sul primo ordine di tricee austriache e, questo espugnato, irruppe sul secondo ordine, incitando i compagni con la parola e con l’esempio, sinchè, colpito da pallottola di fucile, morì sulla posizione conquistata. Podgora, 16 agosto 1916.    
GUIDOMEI ALDO Spintosi innanzi arditamente con una pattuglia e raggiunta improvvisamente una trincea nemica ben guardata dasi difensori, al loro grido di arrendersi rispondeva col fuoco, ingaggiando audace lotta a coli di moschetto. Colpito in pieno petto e, caduto al suolo, continuava a sparare incitando colla parola e coll’esempio i suoi soldati alla lotta, finchè un secondo proiettile non lo colpiva a morte. Vodice, 22 maggio 1917.    
HONORATI RANIERI DOMENICO Dopo strenua difesa della linea affidatagli, già sconvolta da tre giorni di furioso bombardamento, premuto dal nemico in forze preponderanti, gli contrastava disperatamente il passo, contrattaccandolo. Ferito, continuava a combattere strenuamente finchè colpito nuovamente e a morte, lasciava gloriosamente la vita sul campo. Monte Fontanel, 13 dicembre 1917.    
IACOPINI PASQUALE Condusse brillantemente il proprio reparto all’assalto di posizioni estremamente insidiose e difficili. Ferito, non volle lasciare il comando e continuò a combattere, finchè, in un furioso corpo a corpo, venne colpito a morte, lasciandovi gloriosamente la vita. Montello, 19 giugno 1918.    
IOMMI DOMENICO Comandante di una gran guardia presso un posto avanzato attaccato da forze soverchianti, resisteva con fermezza e coraggio mirabili, portandosi nei punti più minacciati e battuti dal fuoco nemico per infondere la calma nei dipendenti. Colpito a morte da una scheggia di granata avversaria non abbandonava il posto di combattimento che dopo aver visto il nemico completamente respinto. Monte Mascio (Giiudicarie), 1 – 2 agosto 1917.    
LAPUCCI MARIANO Avuto l’incarico di collocare tubi di gelatina esplosiva sotto al reticolato nemico, conscio del pericolo che affrontava, di pieno giorno, con esemplare serenità e valore, assolse il suo compito rimanendo ucciso dal piombo nemico. Podgora, 6 agosto 1916.    
LAURENZI VITTORIO Durante l’assalto di una forte posizione nemica con slancio e coraggio singolari giunse per primo ai reticolati avversari rimanendo ferito dallo scoppio di una bomba a mano nemica, fu di costante esempio per valore e fermezza. Si era già distinto in rischiose ricognizioni volontariamente eseguite. In seguito lasciò la vita sul campo. Bainsizza, Cima Cady, 9 giugno 1918.    
LAURETTI LEONIDA Durante un’azione penetrava di slancio in una trincea nemica e, salito in piedi sul ciglio della stessa, faceva il segnale convenuto per l’avanzata. Sosteneva poi un improvviso attacco dell’avversario e cadeva mortalmente colpito alla fronte, mentre col gesto e con la voce incitava le prime ondate ad avanzare. Monfalcone, 10 ottobre 1916.    
LOMBARDI GIOVANNI BATTISTA In commutazione della medaglia di bronzo concessagli con decreto luogotenenziale 13 giugno 1918: Comandante di un plotone, sostenne intensa lotta col nemico, combattendo a piedi ed a cavallo, dando mirabile e sempio di audacia di spirito aggressivo e di magnifiche virtù militari. Avendo trovato la via di ritirata chiusa, cercà di farsi largo alla testa di un manipolo di valorosi, finchè cadde soverchiato dal numero dei nemici. Pozzolo del Friuli, 30 ottobre 1917.    
LORENZINI GIULIO Comandante di un plotone, sotto intenso fuoco di artiglieria e getto di bombe a mano, con mirabile coraggio, si portava sulla linea delle vedette avanzate per meglio invigilare sulle mosse dell’avversario. Infondendo nell’animo dei propri dipendenti calma e coraggio. Gravemente ferito da una scheggia di granata, moriva alla sezione di sanità. Già distintosi in precedenti fatti d’armi. Podgora, 15 maggio 1916    
LUCCI CHIARISSI G.Battista Osservatore d’aeroplano, partecipò a numerose azioni di bombardamento diurno e notturno. Sfidando l’intenso e aggiustato fuoco degli antiaerei che gli colpivano gravemente e in più parti l’apparecchio, si mantenne guida costante e sicura dei compagni di bordo raggiungendo e colpendo nel miglior modo i lontani e difficili obiettivi assegnatigli. Sventò insistenti attacchi di velivoli nemici, fugandoli, e mitragliò efficacemente da bassa quota rincalzi avversari. Cielo del Trentino, dell’alto e medio Isonzo, del Carso e dell’Istria, 12 agosto 1916 – 3 novembre 1917    
LUCHINI DOMENICO Sotto un intenso fuoco di fucileria, recavasi ad esplorare una trincea nemica, contro la quale conduceva poscia all’attacco il suo plotono. Ferito mortalmente, moriva il giorno dopo. Podgora, 6 agosto 1916    
LUCIANI ANGELO Comandante di un piccolo posto avanzato, opponeva viva resistenza al nemico incalzante in forze superiori. Ferito, conservava il suo posto d’onore e con la parola incitava i compagni al combattimento, finchè, per la forte perdita di sangue, moriva durante il trasporto al posto di medicazione. Piave, 17 giugno 1918.    
LUPI GIULIO Nell’assalto di una trincea nemica, gravemente ferito alla faccia, continuò a far fuoco sull’avversario, finchè cadde nuovamente e mortalmente ferito. Selz, 15 giugno 1916.    
MAGAGNINI PASQUALE Sempre audace e coraggioso nei vari combattimenti cui prese parte, si slanciava all’attacco con irabile impeto. Rimasto ferito il comandante del plotone, assumeva il comando del reparto, e, sebbene fosse stato quasi accerchiato dall’avversario, opponeva tenace resistenza, finchè venne colpito a morte. Bucin (Macedonia Serba), 25 settembre 1918.    
MAGI DOMENICO Accortosi che metà della propria sezione aveva perso il collegamento, spontaneamente usciva da un ricovero e sotto un intenso fuoco avversario riusciva a ricondurre in linea i propri compagni e con essi andava all’assalto. Carso, quota 219, 6 giugno 1917    
MAGNI FRANCESCO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
MAIOLATESI AMEDEO In cruenta azione per la conquista d’importante obiettivo, con animo sereno, risolutezza di propositi, pur sapendo di andare incontro a gravissimo rischio, alla testa del suo plotone slanciavasi per un punto obbligato di passaggio, battuto dall’avversario. Colpito mortalmente cadeva da prode sul campo per aver affrontata la morte pur di raggiungere l’obiettivo assegnatogli. Monte Cimone, 29 luglio 1916.    
MALMESI BRUNO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
MANCINELLI AMEDEO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
MANNUCCI GREGORIO Dava, in diverse circostanze, prova di calma e ardire esemplari, ed in un assalto alla baionetta, benchè non lievemente ferito, raggiungeva ugualmente la trincea nemica distinguendosi per coraggio e serenità. San Martino del Carso, 2 novembre 1915.    
MARCHETTI LUIGI FEDERICO Conduceva brillantemente il suo battaglione all’attacco di forti trinceramenti nemici, proteggendo col rischio della vita la bandiera del reggimento e bagnava col suo sangue il drappo glorioso. Basson, 25 agosto 1915    
MARCOLINI MARCOLINO Durante il combattimento, dava prova di mirabile ardimento e valore; mortalmente colpito dallo scoppio di una granata avversaria, seguitava ad incitare i propri soldati alla resistenza. Monfalcone, 15 maggio 1916.    
MARI GUIDO AURELIO Mirabile esempio di ardimento ed intelligente iniziativa, da una posizione a brevissima distanza dalle difese accessorie nemiche, con una sezione di lanciatubi gettava degli spezzoni di esplosivo sulle difese stesse, riuscendo ad aprirvi un varco per l’avanzata delle nostre fanterie. Mentre poi stava eseguendo un’audacissima osservazione dei propri tiri, veniva colpito a morte dalle schegge di uno degi spezzoni. Monte Zebio 6 luglio 1916    
MARINELLI NORBERTO Comandante di plotone, sotto l’intenso fuoco della fucileria e di una mitragliatrice ed il lancio di bombe a mano nemiche, si spingeva all’assalto di una trincea avversaria e giunto primo sul parapetto, vi cadeva colpito a morte gridando: “Avanti alpini, viva l’Italia”. Monte Loner, 11 giugno 1916    
MARINELLI TOMMASO Comandante di una compagnia posta a difesa di una testa di ponte, accerchiato da numerose forze avversarie, con abile manovra si disimpegnava, salvando quasi tutti i suoi dipendenti, che guidava poi al contrattacco, infliggendo gravi perdite al nemico. Pieno di fede ed amor proprio, esempio costante di fermezza e coraggio impegnavasi sempre in aspri combattimenti durante il ripiegamento, dando mirabile prova di valore, finchè cadde eroicamente alla testa dei suoi uomini, colpito a morte. Sarone, 7 novembre 1917.    
MARINI AUGUSTO Visto in immediato pericolo di vita il proprio ufficiale minacciato da tre avveresari durante un assalto notturno alla baionetta, losalvava, uccidendo con il calcio del fucile il nemico più vicino e fugando gli altri due. Conluenza del Rio Usnik col Rio del Mulino, 15-16 maggio 1916.    
MARINI DOMENICO Comandante di plotone, nonostante il micidiale fuoco avversario, con energia e coraggio ammirevoli, guidava i suoi soldati sulla linea di fuoco incitandoli,con le parole, e con l’esempio, finchè veniva colpito a morte da una granata. Sele, 19 agosto 1917.    
MARINI EMIDIO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
MARIOTTI GIUSEPPE Ferito ad un braccio da una scheggia di granata nemica, teneva ancora per quattro ore il comando della batteria, dando mirabile esempio di fermezza e di alto sentimento del dovere, e provvedeva a tutte le esigenze imposte dalle critiche condizioni in cui trovavasi la batteria stessa, perchè serrata dappresso dall’avversario e violentemente combattuta. Saletto di Piave, 15 giugno 1918.    
MARUCCI ENRICO Sprezzante del pericolo, con mirabile calma e coraggio, sotto l’intenso fuoco, si slanciava valorosamente, fra i primi, alla conquista di una trincea nemica dove cadeva mortalmente ferito. Già distintosi in altri combattimenti. Selz, 30 giugno 1916.    
MARZIALI GIOVANNI Si offriva volontariamente per accompagnare il proprio capo arma in una operazione di grande ardimento, ferito, rimaneva al suo posto di combattimento, fino a che per la perdita di sangue non immolava la propria esistenza per la grandezza della Patria. Romanziol, 30 ottobre 1918.    
MASSI GIUSEPPE Alla testa di un plotone. dando esempio ai suoi dipendenti, sprezzante del pericolo, muoveva all’assalto di una trincea. Ferito, persisteva nell’azione, fino a quando colpito da un secondo proiettile rimaneva ucciso. Carso, 29 ottobre 1915.    
MATTEI LUIGI Capo di una stazione ottica distaccata presso il comando di un reggimento, continuò a trasmettere e ricevere eliogrammi, calmo ed incurabile del pericolo sotto il violento bombardamento del nemico. Incendiatasi, per lo scoppio di una granata avversaria, la casa ove era situata la stazione, salvò il materiale e portò l’apparato allo scoperto seguitando a farlo funzionare, con fermezza e coraggio mirabili pur essendo fatto segno al persistente fuoco nemico. Pra-Pair, (Romano Vezzelino-Vicenza) 15 giugno 1918.    
MATTEUCCI ALDO Sulla linea di fuoco, accortosi che il battaglione veniva fatto segno a tiri di infilata, con pronta iniziativa, spostava il proprio plotone per controbattere il nemico, e, mentre non curante del pericolo affinchè il suo reparto avvenisse nel massimo ordine, cadeva gravemente ferito. Monfalcone, 14 giugno 1915.    
MATTEUCCI FELICE TOMMASO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
MATTIOLI FILIPPO Osservatore dall’aeroplano, compiva numerose, ardite e proficue ricognizioni volando più volte a bassa quota sotto il tiro intenso delle artiglierie avversarie e riportando più volte il velivolo gravemente danneggiato.Nonostante avverse condizioni di atmosfera, il vivo fuoco di antiarei nemici e la caccia di velivoli avversari, con un faticoso volo fra venti e nubi, riusciva a bombardare il campo di aviazione nemico di Pergine, prendendo fotografie della zona e rientrando al proprio campo dopo quattro ore di navigazione pressochè al termine del rifornimento di benzina. Sostenne più volte combattimenti aerei ed il 10 agosto, nel cielo di Gorizia, affrontava decisamente un velivolo nemico più potente, ed a raffiche di mitragliatrice, lo obbligava ad atterrare continuando, quindi,nel suo mandato che portaba brillantemente a termine. Cielo di Trento e dell’Isonzo, 17-21 agosto 1916. Intelligente ed ardito osservatore, durente una ricognizione aerea, spontaneamente compiuta nel territorio nemico, costretto ad atterrare per in guasto al motore a circa quaranta chilometri falle nostre prime linee, con la cooperazione del pilota distruggeva l’apparecchio, le armi e gli strumenti di bordo. Fatto prigioniero, dopo aver lungamente meditata la fuga, riusciva ad evadere iniziando il ritorno in Patria. Catturato nuovamente un secondo e più ardito piano di fuga, che non poteva attuare per le sue precarie condizioni di salute; esempio nobilissimo di alto sentimento del dovere e di plecare virtù militari. Cielo dlle Alpi Giulie, Birubaun, Hajmascker, 21-29 agosto 1916 e marzo 1917.  
MAURILLI ATTILIO Slanciatosi volontariamente all’attacco insieme alle fanterie, sostava con esse sulla prima linea nemico, nonostante l’intenso fuoco delle mitragliatrici. Ritornato incolume al suo reparto, mentre attendeva alla riparazione di una linea telefonica, veniva gravemente ferito da una scheggia di granata. Monte Cucco, 14 maggio 1917.    
MAZZANTINI EDOARDO Sotto l’intenso e violento bombardamento nemico, precedendo la propria sezione mitragliatrici, con l’esempio del suo ardimento la coduceva sulla linea più avanzata, contribuendo efficacemente allo sviluppo dell’attacco. Veniva poi colpito a morte mentre personalmente impiegava un’arma. Carso, 24 maggio 1917.    
MAZZINI AMILCARE Incaricato di trattenere col proprio plotone il nemico, disimpegnava il suo mandato opponendo, con mirabile tenacia, energica ed efficace resistenza a forze molto superiori, e permettendo così al grosso della compagnia di accorrere sulla linea in tempo utile per respingerle. Poco dopo continuando a combattere, cadeva colpito a morte da un proiettile avversario. Tresche Conca (Asiago), 30 maggio 1918.    
MELONI SANTE Per ben quattro volte, con mirabile coraggio ed ardimento, si portò con una pattuglia ai suoi ordini, fin sotto i reticolati nemici, per riconoscere una posizione da espugnare, riuscendo anche a recuperare la salma di un suo collega cadutovi il giorno precedente. San Marco di Gorizia, 15 agosto 1916. Con pochi uomini ai suoi ordini, in pieno giorno e sotto il fuoco nemico, sprezzante del pericolo, riusciva con mirabile ardimento a portarsi in una località in vicinanza delle trincee avversarie ed a raccogliervi oltre cento fucili, munizioni ed altro materiale ivi lasciato dai nostri caduti in precedenti combattimenti. Compiuta la rischiosa impresa, dopo messi in salvo i suoi uomini ed i materiali raccolti, cadeva colpito a morte. Gorizia, 15 settembre 1916.  
MENICUCCI GIUSEPPE Alla testa del suo plotone incitava con l’esempio e coin la parola i suoi soldati, raggiunfendo per primo la posizione nemica, dove, colpito un fronte, cadeva da prode per la patria. Malga Fossetta, 18 giugno 1916.    
MERLI ANTONIO Comandante di una sezione, controbattuta dal nemico, dirigeva con sereno coraggio il tiro de’ suoi pezzi, finchè vadeva eroicamente accnto al suo cannone. Visnadello, 15 giugno 1918.    
MERLI ERNESTO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
MEZZANOTTE SESTILIO Giungeva primo ad irrompere nella trincea nemica, ed avventandosi contro soldati avversari ne uccideva tre colla baionetta. Durante il combattimento, nonostante il violento fuoco di artiglieria dimostrava mirabile coraggio e benché gravemente ferito dava esempio di fermezza ai propri dipendenti. Valloncello di Selz, 23 aprile 1916    
MIGLIORI OLINDO Mirabile esempio di coraggio, si slanciava per primo all’assalto di ben munite posizioni, valorosamente combattendo ed incitando i compagni a seguirlo, finchè, colpito a morte, lasciava gloriosamente la vita sul campo. Altipiano di Bainsizza, 29 agosto 1917.    
MILESI FERRETTI CORRADO Guidava la propria compagnia in una ardita ricognizione contro un forte, dando mirabile prova di fermezza e coraggio. Nonostante gravi perite subite, continuò col reparto ad avanzare e, nel momento in cui stava per slanciarsi all’assalto, cadeva colpito al cuore. Son Pauses, 15 giugno 1915.    
MINGO CESARE Accortosi che un reparto laterale stava per essere accerchiato, arditamente e di propria iniziativa, alla testa di due squadre, si slanciava alla baionetta e, dopo fiera lotta, riusciva a sventare la missa nemica ed a fugare gli assalitori, rimanendo mortalmente ferito sul campo. Monte Asolone, 21 giugno 1918.    
MOLINARI ALVISE MOTIVAZIONE NON REPERITA    
MOLINI ENRICO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
MONTANARI ENEA Arruolatosi volontario di guerra benchè fosse dichiarato due volte rivedibile si distingueva in parecchi combattimenti, per ardimento, slancio, e sprezzo del pericolo. In un’aspra giornata, durante un attacco nemico soverchiante di numero, tratteneva con un manipolo di coraggiosi l’avanzata dell’avversario, accorrendo laddove erano maggiore il pericolo e la minaccia, ed assaltando a colpi di moschetto i gruppi più baldanzosi. Giunto l’ordine di ripiegare, preferiva di restare a combattere sulla contrastata cima piuttosto che cederla al nemico, finchè accerchiato e due volte colpito, cadeva sul campo, facendo olocausto della sua giovinezza alla patria ed incitando fino all’ultimo i suoi bersaglieri alla lotta. Monte Fiara, 30 maggio 1916.    
MONTANARI PAOLO All’ordine di avanzare, primo fra i primi usciva dalle trincee incitando i compagni a seguirlo. Colpito una prima volta da una pallottola di mitragliatrice nemica, continuava a procedere animosamente ed imperturbabile finché venne colpito nuovamente a morte. San Marco di Gorizia, 28 agosto 1917    
MONTESI QUINTO Con grande slancio e coraggio, muoveva per primo all’assalto attraverso un terreno scoperto e intensamente battuto dal fuoco nemico, essendo di mirabile esempio alla propria squadra. Ferito più volte, persistette nell’avanzare e nell’incitare i suoi dipendenti, finchè cadde, nuovamente e mortalmente colpito a morte. Case Bonetti (Carso), 16 settembre 1916.    
MORELLI GIUSEPPE Dando prova di mirabile intrepidezza, percorreva una zona violentemente battuta dal fuoco nemico per incitare i militari di un reggimento a passare l’Isonzo. Raggiunto lo scopo venne colpito a morte. Doblar, 19 agosto 1917.    
MORETTI BASILIO Sempre primo nelle imprese più ardite, durante un assalto alla baionetta, incitava con la parola e con l’esempio con il suo mirabile coraggio i soldati della propria squadra, finchè cadde ferito a morte sotto il reticolato nemico. Monte Santo, 16 maggio 1917.    
MORRESI GIULIO Moveva con slancio mirabile all’attacco di forti trincee nemiche contribuendo a fare dei prigionieri. Colpito a morte, prima di spirare ergevasi con un mestremo sforzo ritto della persona, in atto di sfida contro l’avversario. Hermada. 19 agosto 1917.    
MOSETTI CARLO Con slancio e sangue freddo mirabili, conduceva il suo plotone all’assalto sotto un fuoco violento delle mitragliatrici nemiche, trascinandolo colla parola e coll’esempio fin sul ciglio della trincea avversaria, dove una raffica di proiettili lo feriva mortalmente. Monte Cucco, 14 maggio 1917.    
MURICCHIO MASSIMO Quale ufficiale osservatore di controbatteria, fu sempre di mirabile esempio ai compagni negli osservatori più avanzati e nelle più ardite ricognizioni ripportando utili e precise notizie. Allo scoperto e sotto i tiri aggiustati del nemico, si recava in un osservatorio di prima linea già colpito in pieno e demolito da granate avversarie di medio calibro, per rintracciarvi due compagni e recuperarvi dei materiali. Altipiano Carsico, 20 gennaio 1917.    
NAPPOTTI REMO Sotto il violento fuoco di mitragliatrici ed artiglieria nemica, con calma singolare, si esponeva diverse volte per portare ordini. Sempre ardito e sprezzante del pericolo, si slanciava all’assalto e combatteva con mirabile valore, finchè venne colpito a morte. Monte Semmer, 19 agosto 1917.    
NARDI MASSIMO Giunto primo col suo plotone presso i reticolati nemici ed impossibilitato a superarli, vi si cacciava sotto per raggiungere la linea avversaria, rimanendo colpito a morte. Monte Santo, 16 maggio 1917.    
NARDONI RENATO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
NASINI LUIGI Eroico, infaticabile, sotto violentissimi bombardamenti, rese, quale porta ordini, importanti servizi. Colpito da scheggia di granata negli ultimim istanti della vita manifestava la sua letizia nel sapere il nemico ricacciato al di là del Piave. Capo Sile 23 giugno 1918.    
NINCHI RENATO Comandante di un battaglione, difese strenuamente un’importante posizione assalita da preponderanti forze avversarie, dimostrando perizia e coraggio. Sprezzante di ogni pericolo e deciso a rintuzzare ad ogni costo gli attacchi nemici, condusse più volte il suo battaglione al contrattacco, cagionando notevoli perdite all’avversario, finchè colpito a morte gloriosamente cadde alla testa del suo reparto.Passo Zagradan, 24 – 25 ottobre 1917.    
NONNIS MARIO Volontario per la guera, mantenne costantemente inalterato il suo entusiasmo e la sua fede nella vittoria. In due giorni di aspro e tenace combattimento, offri mirabile esempio ai compagni di slancio e valore. Caduto gravemente ferito ad una gamba durante un assalto, a pochi metri delle trincee nemiche e mentre veniva predisposto un altro assalto, animava i compagni con nobili parole. Spirava mentre veniva riconquistata la posizione. Selz 22-23 aprile 1916.    
NOVELLI GASTONE Piolota avviatore, in numerose ardite ricognizioni offensive sul nemico, si distinse costantemente per mirabile ardimento, sprezzo del pericolo e alto sentimento del dovere, ritornando più volte con l’apparecchio colpito. Settembre 1915 – gennaio 1917. Pilota da caccia, compiva numerosi e arditi voli, dando prova di saldo coraggio e sostenendo molti combattimenti con rara perizia. Da solo costringeva un velivolo nemico ad atterrare presso Aisovizza, ed insieme ad un compagno, attaccava due apparecchi avversari, abbattendone uno. Durante una ricognizione, disceso a bassa quota, e rimasto ferito al braccio sinistro, contrattaccava efficacemente il nemico, conducendo quindi a termine il mandato ricevuto. Cielo del Basso e del Medio Isonzo, 15 aprile – 22 agosto 1917. Pilota ardito ed infaticabile, nel periodo di oltre un anno, attaccò risolutamente, in numerosi combattimenti, intere pattuglie ed abbatteva, col concorso di altri piloti, 5 velivoli nemici, sempre distinguendosi per l’irruenza e la tenacia nell’attacco, e più volte riportando l’apparecchio gravemente colpito. Nelle nostre vittoriose offensive nel giugno e dell’ottobre 1918, mitragliò e bombardò ammassamenti nemici e concorse efficacemente alla distruzione di 5 apparecchi, pronti a prendere il volo in un campo di aviazione avversario. Cielo del Piave, novembre 1917 e maggio ottobre 1918. Cielo di Pordenone (La Comina), 29 ottobre 1918.
NOVELLI ROBERTO Comandante mirabike esempio di coraggio e sprezzo del pericolo, sotto il violento bombardamento nemico, seppe mantenere attiva ed efficace la batteria da lui comandata, e mentre invitava i suoi uomini con l’esempio e cin la parola, cadde colpito a morte. Già distintosi in precedenti azioni. San Marco, 2 ottobre 1917.    
OLMI GIUSEPPE Per oltre un anno di guerra, diede mirabile e costante esempio delle più alte virtù militari. Cadde eroicamente sul campo, alla testa della propria compagnia. Asiago, 22 luglio 1916.    
ORABONA NEVIS Conscio del grave pericolo cui si esponeva, generosamente si slanciava, insieme con un altro ufficiale, in soccorso di due dipendenti fulminati dalla corrente elettrica ad alta tensione. Ne restava colpito a morte egli stesso sacrificando così – mirabile esempio di virtù militare – la sua giovine e operosa esistenza. Roma 10 settembre 1916.    
ORLANDI MARIO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
ORSINI PROSPERO Comandante di una compagnia di testa di una colonna d’attacco, con intelligenza e audacia, sotto violento fuoco nemico, portava i suoi uomini alla conquista delle posizioni nemiche. Mentre coll’esempio e colla parola incitava i suoi alla lotta, colpito in pieno, lasciava da prodo la vita sul campo. Mesniak (Bainsizza), 26 agosto 1917.    
OTTAVIANI OLINTO Costante mirabile esempio di fermezza e coraggio, mentre la batteria sotto il violento fuoco nemico validamente concorreva a fermare forze avversarie che tentavano il passaggio di un ponte, incurante del pericolo, colla voce e coll’esempio rianimava i serventi alquanto scossi, finchè colpito da una granata nemica vi perdeva la vita. Case Navarone sul Tagliamento, 2 novembre 1917.    
OTTAVIANI SISTO Noncurante del pericolo, si slanciava, alla testa della sua squadra, contro l’avversario dando bell’esempio ai suoi dipendenti.Nel giorno successivo, mentre incoraggiava i suoi bersaglieri, veniva mortalmente colpito da una granata. Monte San Michele, 21-22 luglio 1915.    
PACI LIONELLO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
PADOVANI ALBERTO Benchè mortalmente ferito, non volle abbandonare il proprio posto, incitando i propri dipendenti a persistere nell’assalto iniziato contro le posizioni nemiche e rimanendo, infine, vittima del dovere.(Morto sul campo). Monte Mosciagh, 30 giugno 1916.    
PAGLIARDINI ABRAMO Ferito ad una mano, continuava a combattere, pur essendogli stato ordinato dal suo ufficiale di ritirarsi, e si recava al posto di medicazione solo a combattimento ultimato. Due Palme (Bengasi), 12 marzo 1912.    
PAGNANINI ARNALDO Aiutante maggiore in 1^, sempre primo nel pericolo e nell’assalto, diede prova di qualità non comuni,. di coraggio indomito, di grande spirito di sacrificio, preferendo la morte pur di riuscire d’incitamento salutare ai suoi dipendenti. Argine San Marco (Piave), 16 giugno 1918 Addetto al comando di un reggimento, portavasi presso un battaglione impegnato nell’azione e con sprezzo del pericolo, si esponeva per meglio rendersi conto della situazione. Veduta un’ondata fermata dal violento tiro nemico, volontariamente si spingeva fuori dalle nostre linee e coll’esempio e colla voce la trascinava avanti. Vertoiba, 19 agosto 1917.  
PALLERI ALDO Costante mirabile esempio di elette virtù militari, volontario a difendere la parte più battuta di un caposaldo, teneva per tutto un giorno in scacco il nemico superiore di forze ed esponevasi allo scoperto sulla linea nei momenti nei quali il bombardamento avversario era più furioso, per rincuorare i soldati e per dirigere il fuoco dei suoi fucilieri, finchè, colpito a morte, vi lasciava gloriosamente la vita. Casa Malipiero (Piave), 15 – 17 giugno 1918.    
PALLOTTA UBALDO Dopo un giorno e mezzo di vivo combattimento, comandato con altri tre compagni a difendere ad oltranza un tratto di linea di cui erano stati demoliti i reticolati, e che era ancora violentemente battuto dal nemico, si manteneva saldo al proprio posto, rintuzzando gli attacchi avversari, finchè, colpito a morte, vi lasciava gloriosamente la vita. Capo d’Argine (Piave), 15 – 16 giugno 1018.    
PALOMBARINI PRIMO A pochi metri dalla trincea nemica, sotto un fuoco violento e micidiale, visto gravemente ferito l’ufficiale comandante del proprio plotone, si slanciava a soccorrerlo. Ferito egli stesso per due volte consecutive, noncurante di se, continuava nel tentativo di porre in salvo il suo superiore fino a che, ferito per la terza volta, perdeva eriocamente la vita sul campo. 23 giugno 1915.    
PANUNZI GIACOMO Con l’aiuto di un compagno, portava dalla linea di combattimento in luogo riparato un altro militare gravemente ferito, indi, sotto il fuoco di artiglieria, andava alla ricerca del personale di sanità, riportando esso stesso, in tale circostanza, una ferita a causa della quale poco dopo cessava di vivere. Monfalcone, 30 giugno 1915.    
PAOLINI BRUTO BRUNO Con mirabile slancio ed ardire, portava la sua sezione all’assalto di forti posizioni nemiche. Ferito, rifiutava ogni cura e seguitava a combattere infondendo col suo eroico contegno nuovo vigore nel reparto già scosso per le gravi perdite subite. Gravemente ferito per la seconda volta, mentre si apprestava a piazzare l’unica arma rimasta in efficienza, incurante di sé, incitava energicamente i propri dipendenti a persistere nella lotta, finché, per il grave dolore e per la forte perdita di sangue, cadeva svenuto; mirabile esempio di salde virtù militari. Pod Koridi, 23 maggio 1917    
PARABICOLI ALFREDO Nel compimento del dovere, che intese nobilmente e praticò ininterrottamente, in ogni circostanza, non badando a disagi e fatiche e danto prova continua di alte virtù militari e mirabile coraggio, fu di costante esempio per tutti, fino a quando cadde eroicamente sul campo. Merzli, 14 maggio 1916.    
PERFETTI SALVATORE Intrepido e noncurante del pericolo, spontaneamenete si offriva ad un rischioso servizio di pattuglia e partecipava alla cattura di un piccolo posto nemico.Di vedetta poscia su un roccione, rimaneva saldo al proprio posto, sotto il tiro intenso dell’artiglieria e fucileria avversaria, dando nuova prova di fermezza e coraggio mirabili, finchè non venne colpito a morte.    
PERICOLI FRANCESCO Con mirabile slancio e sprezzo del pericolo, trascinava all’avanzata il suo plotone, sotto il fuoco vivissimo dell’artiglieria nemica finchè non cadaeva ferito a morte    
PESARESI CESARE Guidò il suo plotone all’attacco di fortissime posizioni avversarie sotto un fuoco incrociato di mitraglietrici e di fucileria che prudusse gravissime perdite. Durante un successivo contrattacco nemico in forze oppose strenua resistenza, incitando i suoi uomini colla voce e coll’esempio a compiere il proprio dovere, finchè non cadde con la rivoltella in pugno dopo accanita lotta corpo a corpo. S. Caterina (Gorizia), 11 agosto 1916.    
PESARESI LUIGI MOTIVAZIONE NON REPERITA    
PIACENTI GENNARO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
PIANINI AMERIGO Quale ufficiale di collegamento, benchè ferito, assumeva di sua iniziativa il comando di una compagnia rimasta priva di ufficiali, guidandola all’assalto con energia e fermezza mirabili. Ferito per la seconda volta, continuò a combattere, finchè raggiunse l’obiettivo fissato.    
PICHI LUIGI Comandante di compagnia zappatori, portò sempre a felice compimento i vari e difficili lavori a lui affidati.    
PIERBATTISTI ATTILIO Comandante di una sezione stoches, sotto il fuoco micidiale del nemico, tutto predisponeva per la più efficace entrata in azione delle proprie armi. Mentre l’avversario stringeva d’appresso la propria sezione, con serena calma e sprezzo del pericolo guidava allo scoperto l’azione dei propri pezzi, creando un insormontabile sbarramento all’assalitore incalzante finché, cadeva colpito a morte sul campo. Medio Piave, 15 giugno 1918    
PIERGIOVANNI GIUSEPPE Con mrabile si slanciava tra i primi all’assalto di una trincea avversaria, impegnando coi nemici un’accanita lotta e lasciandovi eroicamente la vita. Dosso Faiti, 19 agosto 1917.    
PIERI TERZO Con mirabile ardimento si spingeva fin sotto una trincea nemica, cercando, col getto di bombe a mano, di ridurre al silenzio una mitraglietrice avversaria che infliggeva perdite alla sua squadra: colpito in più parti, lasciava la vita sul campo. Monte Asolone, 24 giugno 1918.    
PIERINI CAMILLO Capopezzo, mentre la batteria svolgeva un’azione di fuoco, travolto coi propri serventi, e mortalmente ferito in seguito allo scoppio di una granata nemica, noncurante di sè, impiegava le sue ultime energie nel salvataggio dei compagni colpiti. Morì poco dopo in un ospedaletto da campo. San Rocco di Arsiere, 21 maggio 1917.    
PIERINI ORESTE Quasi solo, resisteva sotto il fuoco micidialissimo dell’avversario, in una posizione avanzatissima e scoperta, per 12 ore. Da ultimo, con sublime sacrificio di se stesso, colpito alla fronte ed al fianco, cadeva, proteggendo la ritirata dei compagni superstiti. Monte Lemerle, 17 giugno 1916.    
PIERMARTINI AUGUSTO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
PIERONI PIERINO Osservatore, pronunciatosi un attacco nemico preceduto da violento e bene aggiustato fuoco di artiglieria, sprezzante del sicuro pericolo, usciva di propria iniziativa dal ricovero per lanciare personalmente i razzi di segnalazione. Lanciato il secondo razzo veniva ferito a morte da un colpo di bombarda avversaria, ma il sacrificio della sua vita valse ad infrangere l’attacco. Castagnevizza, 30 luglio 1917    
PIERSIGILLI FRANCESCO Sempre e dovunque, con calma e fervore, accorreva in soccorso dei propri compagni. La notte dal 28 al 29 maggio salvava, a pochi passi dal reticolato nemico, un soldato del 13 reggimento fanteria che ivi giaceva da vari giorni per grave ferita. Il giorno 5 giugno, pur essendo destinato a prestare servizio in fondo a una caverna ottimamente defilata, si portava di propria iniziativa in un punto assai battuto da proiettili di piccolo e medio calibro per meglio esercitare la propria missione. Colpito quasi subito alla testa da una grossa scheggia di medio calibro, spirava dopo pochi minuti, unitamente al ferito a cui stava prestando le propri cure. Slo (Quota 221), 25 maggio 8 giugno 1917.    
PIETRELLA CARLO Comandante di squadra, in violento combattimento alla baionetta, contro il nemico superiore di numero, dimostrava fulgido valore, combattendo strenuamente fino alla morte. Cà del Negro (Sele), 24 giugno 1918.    
PITTALUGA MARIO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
POGGI PASQUALE Quale servente di una batteria essendo la posizione circondata da reparti nemici, resisteva valorosamente anche dopo visti cadere feriti i propri ufficiali. Intimatagli dall’avversario la resa, vi si rifiutava e cadeva gloriosamente sul posto colpito a morte. Fagarè (Treviso), 16 novembre 1917.    
POLONI ALFREDO Alla testa della propria compagnia espugnava un forte trinceramento nemico. Spintosi poi a circa settecento metri oltre la linea occupata, faceva dei prigionieri e catturava molto materiale da guerra. Infine, durante un violento contrattacco in cui nuclei di nemici si erano infiltrati nel trinceramento da poco occupato, dava esempio mirabile di coraggio, incitando i dipendenti alla resistenza ad oltranza. Carso, 16 settembre n1916. Di costante esempio ai dipendenti, rimasto unico capitano del battaglione, assunse il comando del reparto e lo tenne, con ammirevole zelo, attivita, energia e perizia, in quattro combattimenti. Castelnuovo, 14 – 21 novembre 1915.  
PORCARI ITALO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
PORTELLI AMLETO Durante un attacco del nemico in forze, con garnde coraggio e sprezzo del pericolo difendeva efficacemente la posizione, contribuendo validamente a respingere l’attacco stesso. Durante un violento bombardamento avversario, gravemente ferito contemporaneamente a numerosi compagni, chiedeva di essere soccorso per ultimo, dando mirabile prova di nobile altruismo. Santa Caterina, 10 – 13 giugno 1917.    
PRENNA UMBERTO Con la propria squadra, sebbene ostacolato da fuoco di mitragliatrici e di artiglieria, si recava ad esplorare la trincea nemica. Ferito una prima volta alla testa, seguitava ad assolvere il suo compito, finché veniva colpito a morte, bell’esempio di coraggio e di alto spirito di sacrificio. Monte Vodice, 16 maggio 1917    
PROPERZI MICHELE Precedeva la compagnia sotto il tiro aggiustato di mitragliatrici avversarie che ne ritardavano l’avanzata, raggiunta la trincea nemica, con getto di bombe a mano vi seminava il panico tra i difensori. Ferito, continuava a combattere, finchè vide la posizione in nostro saldo possesso. Jamiano, 24 maggio 1917.    
RADOCCHIA FILENO da roma Alla testa del proprio plotone già fortemente provato dalle perdite, sotto il violento fuoco nemico di mitragliatrici, trascinava i pochi uomini supersititi all’attacco di posizioni avversarie e per primo le raggiungeva. Caduto ferito a morte, incitava fino all’ultimo i dipendenti a perseverare nella loro lotta. Pod Koriti (Carso), 20 agosto 1917    
RAINALDI OTTONE ANDREA MOTIVAZIONE NON REPERITA    
RAMPICHINI LUIGI Alla testa del proprio plotone, con slancio ed entusiasmo mirabili si spingeva al contrattacco e riconquistava elementi di trincea temporaneamente perduti scacciandone il nemico, finchè cadde ferito gravemente in più parti. Col della Berretta, 26 novembre 1917.    
RAVAJOLI ALFREDO Conduceva ripetutamente all’assalto il proprio battaglione dando ai suoi soldati splendido esempio di sprezzo del pericolo e di indomito coraggio, Nell’ultimo assalto, ferito gravemente, rincuorava i soldat col grido “Avanti!, evviva l’Italia”, finche cadde sfinito. Carso, 25-26 luglio 1915.    
RE VITTORIO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
RENZI PASQUALE Costante, mirabile esempio ai compagni per slancio ed ardimento, si offriva più volte ad eseguire incarichi pericolosissimi. Durante un assalto, alla testa della propria squadra, sotto violento tiro nemico di mitragliatrici giungeva primo sulla posizione avversaria, ove cadeva gloriosamente colpito a morte. Fosse Palumbo (Piave), 15-22 giugno 1918    
RICCI IGINO Durante l’assalto d’una trincea nemica accanitamente difesa, con mirabile ardire, si slanciava alla testa del suo reparto, giungendo primo sulla posizione conquistata, ove cadeva colpito a morte. Monte Lemerle, 10 giugno 1916.    
RICCI LUIGI Comandante di plotone arditi reggimentale, precedendo il battaglione d’attaco, spazzava risolutamente il terreno catturando le piccole e gran guardia austriache. All’attacco successivo di monte Forcelletta forte di troncee e mitrafliatrici nemiche, guidava il suo reparto con energia, coraggio e valore fino alla conquista della cima Dore. Ferito continuava ad incitare e ad incoraggiare i suoi soldati finchè non vide assicurato il possesso del monte stesso. Monte Forcelletta, 24 ottobre 1918.    
RICCI LUIGI Durante aspri e violenti combattimenti, benchè ferito, rimaneva al suo posto, finchè, avendogli un colpo di grosso calibro asportato un piede e prodotta una grave lesione al braccio, era costretto ad allontanarsi dalla linea, incurante della propria sciagura e lieto per la vittoria conseguita. Monte Cucco e Monte Vodice, 15 – 23 maggio 1917.    
RIGONI GASTONE MOTIVAZIONE NON REPERITA    
RINALDI ALFREDO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
RIPARI ENRICO Costante mirabile esempio di fermezza e di ardimento, sotto il tiro nemico aggiustato e violento, conservando calma e serenità ammirevoli, rimaneva saldo ad eseguire fuoco accelerato finchè una granata avversaria lo rovesciava morto sul proprio pezzo. Valle Leenga, 15 giugno 1918.    
RUSCITTI MARIO Costante mirabile esempio di fermezza e di ardimento, durante un furioso assalto contro una forte posizione, quale porta ordine, con sprezzo del pericolo, percorreva più volte il terreno di combattimento, intensamente battuto da fuoco nemico. Nell’adempimento del proprio dovere cadeva da prode, davanti al suo capitano, nell’atto di porgergli un piego. Casa di Ruta (San Marco di Gorizia), 23 maggio 1917.    
ROMAGNOLI EZIO Esempio di mirabile valore, mentre alla testa di pochi uomini rimastigli contrattacava il nemico, per impedirgli di occupare elementi di trincea affidati alla sua difesa, colpito a morte, lasciava da prode la vita sul campo. Monte Ortigara, 25 giugno 1917.    
ROMAGNOLI PIETRO Partecipava volontariamente, sotto intenso fuoco di fucileria nemica, alla costruzione, con sacchi a terra, di un camminamento coperto destinato a facilitare il collocamento di tubi esplosivi attraverso i reticolati che proteggevano un trinceramento nemico, e si distingueva pel sul slancio e coraggio, occupando sempre posti pericolosi, finchè rimase ucciso. Castel Nuovo, 18 luglio 1915.    
ROMANETTI GIUSEPPE Sprezzante del pericolo, piazzava la sua arma in una posizione avanzata. Fatto segno a vivo fuoco di fucileria e lancio di bombe, benchè ferito, non desisteva dalla lotta, rincorando i dipendenti coll’esempio e colla parola, finchè cadeva colpito a morte: mirabile esempio di alte virtù militari. San Giovanni di Duino, 23 maggio 1917.    
ROMANO REMO Sotto il violento fuoco nemico di mitragliatrici, conduceva con slancio ed arditezza singolari il proprio reparto all’assalto. Interrotta l’azione, radunava uomini dispersi. Saputo che alcuni ufficiali giacevano feriti sul campo, usciva successivamente più volte, traendone in salvo tre, sotto il persistente fuoco avversario. Medeazza 27- 29 maggio 1917.    
ROSATI SECONDO Porta feriti di una compagnia, sotto il violento bombardamento nemico si mostrò instancabile nel soccorrere e trasportare i feriti. Colpito egli stesso ad una gamba, rinunciava alla medicazione e seguitava ad assolvere il proprio mandato, mirabile esempio di fermezza, finchè, colpito nuovamente ed a morte, vi lasciò la vita. Monte Asolone, 27 ottobre 1918.    
ROSETTI BENEDETTO Ferito, si recava a farsi medicare e tornava poi subito a combattere, cadendo poco dopo colpito a morte. Zagora 1 novembre 1915.    
ROSSETTI GIUSEPPE Offertosi tre volte per rischiosi servizi di pattuglia, riportava utili informazioni per eseguire un nostro attacco, al quale partecipava con valoroso contegno. Uscito dalle linee, ad azione ultimata, con due compagni metteva in fuga una pattuglia di nemici che tentavano aggirare il suo reparto e strappava loro una mitragliatrice con munizioni. Montello 17 giugno 1918.    
ROSSETTI UMBERTO Quale osservatore, durante vari attacchi nemici di propria iniziativa prendeva il comando di un plotone e mentre con ardimento mirabile incorava i suoi soldati alla resistenza, cadeva colpito alla fronte da una pallottola di mitragliatrice avversaria. Sele, 4 settembre 1917.    
ROSSI ANGELO Dava prova di calma e coraggio mirabili durante un violento bombardamento nemico, incoraggiando con l’esempio i compagni. Tra i primi a sostenere e respingere l’impetuoso urtodella fanteria avversaria, mentre accanitamente lottava corpo a corpo con alcuni nemici penetrati nella sua trincea cadde mortalmente ferito di arma bianca. Vertpojba Inferiore, 3 marzo 1917.    
ROSSI PANELLI FRANCESCO Comandante di una compagnia, in una azione offensiva, la condusse con mirabile ardimento e grande sprezzo del pericolo all’attacco della posizione nemica, presso la quale cadde mortalmente ferito. Monfalcone 11ottobre 1918.    
ROSSI ERNESTO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
ROSSI VINCENZO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
RUBICONDO IVO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
SABBATINI ARIODANTE Sebbene ferito al viso ed alle gambe, rimaneva sul posto di combattimento incitando i suoi uomini all’assalto e con essi slanciandosi verso la posizione nemica, finchè non veniva nuovamente ferito al petto. Giaà distintosi nell’attacco di quota 1672. Solarolo (quota 1672), Comune di Crespano Veneto (Treviso), 16 giugno 1918. Di collegamenti presso il comando di in reparto durante un attacco, primo tra i primi raggiungeva l’obiettivo pridigantosi continuamente sia nel disimpegno del suo speciale servizio sia nell’incorare coll’esempio i dipendenti nei momenti più critici dell’azione. In un nuovo attacco del giorno successivo contro altra posizione, con mirabile rinnovata audacia piombava sulla linea nemica e furiosamente combatteva, mettendo lo scompiglio fra i nemici, finchè colpito da una granata avversaria, trovò sul campo gloriosa morte. Monte Pertica – Col della Martina (Monte Grappa), 25 – 26 ottobre 1918.  
SACCOMANDI GUGLIELMO Quantunque avesse riportato più ferite, rimaneva nella linea di combattimento. Nobile e mirabile esempio di birtù militari e di alto sentimento del dovere. Chaumuzy (Kpernay-Marna), 15 luglio 1918    
SALADINI FRANCESCO In testa alla compagnia, sostenne arditamente una posizione assai importante, già conquistata al nemico e da questo fortemente contrastata. Caduto mortalmente ferito da granata che gli asportò una gamba non curante di sé, continuò ad incuorare i propri dipendenti con grido: “Coraggio, bersaglieri! Viva la Quinta compagnia”. Finché non fu trasportato al posto di medicazione non cessò di far sentire la sua voce incitatrice e tentò stoicamente di recidere da sé con una sciabola-baionetta, i pochi filamenti che ancor legavano alla parte superiore della coscia il rimanente della gamba. Conscio della sua prossima fine, conservò fino all’ultimo imperturbabile serenità di animo. Altipiano Caraico, 2 novembre 1915    
SANTARELLI ATTILIO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
SARTI LORENZO Alla testa della sua compagnia usciva dalla trincea all’assalto di forti posizioni. Ferio una prima volta, si faceva sorreggere dal proprio attendente, sempre alla testa del reparto già privo degli ufficiali, per incitare ed incoraggiare i suoi soldati all’avanzata. Ferito una seconda volta mortalmente, cadeva al grido di :”Viva l’Italia” non cessando, fino all’ultimo respiro d’incitare i suoi uomini a compiere tutto il loro dovere. Bosco Malo, 23 maggio 1917.    
SCARPA AGOSTINO Aiutante maggiore in 2° di un battaglione insisteva presso il suo comandante per poter partecipare al combattimento. Assunto il comando di un plotone, lo portava arditamente sulla posizione nemica e, con azione di fuoco e con assalti intesi a snidare gli avversari dai loro appostamenti, protegeva l’azione del battaglione e facilitava l’azione delle compagnie nella posizione stessa, che veniva così definitivamente occupata. Ferito a morte, cadeva sulle trincee conquistate. Casa Betta, 27 giugno 1916.    
SCIARRA ETTORE “SCIARRA ETTORE “Sotto l’intenso fuoco nemico continuava a compiere le sue funzioni di capopezzo, con mirabile coraggio. Ferito a morte, esprimeva il suo desiderio di non essere portato al posto di medicazione, per non esporre la vita di chi doveva portarlo. Gorizia, 30 agosto 1917.”    
SEBASTIANELLI LUIGI Di sentinella allo scalo ferroviario, benché gravemente ferito da schegge di bomba lasciata cadere da idrovolanti nemici, rimaneva al suo posto, dichiarando fieramente ad un caporale dei pompieri e ad un operaio accorsi per soccorrerlo: “Sono di guardia ed il fucile non lo do a nessuno”. Moriva poche ore dopo. Stabilimento presso la stazione ferroviaria. Ancona, 3 aprile 1916    
SEGHETTI GIUSEPPE MOTIVAZIONE NON REPERITA    
SEVERA EMILIO Comandante il plotone d’avanguardia di una colonna che doveva attaccare il ciglio occidentale di una posizione, con grande ardimento ed accortezza, superate le difficoltà del terreno e vinte le difese nemiche, riusciva a sboccare su di un altipiano, contribuendo in modo efficace alla buona riiuscita dell’intera azione. Ferito ad una coscia, non rimetteva il comando del proprio reparto se non dopo essersi bene affermato sulla posizione. Monte Cimone, 23 luglio 1916.    
SEVERINI PIETRO Saputo che l’ufficiale, di cui era attendente, aveva riportato grave ferita, in assenza dei portaferiti, sotto un fuoco violento e micidiale, accorreva presso il suo superiore e gli prestava amorevoli cure, finchè anch’egli rimase ferito gravemente. Globna, 23 giugno 1915.    
SFORZA GUIDO Alla testa dei suoi soldati, li guidava valorosamente nell’avanzata. Occupata una posizione, su di essa resisteva con grande ardimento, e con salda tenacia, finché, colpito a morte, cadeva gloriosamente incitando ancora i dipendenti alla più fiera resistenza. Fagarè (Piave), 17 giugno 1918    
SCOLASTRA ORESTE Capo arma di una sezione mitragliatrici, dava esempio di mirabile calma e coraggio con lo spostare l’arma pur essendo vicinissimo alla linea nemica, per renderne più efficace il tiro, non preoccupandosi del pericolo al quale si esponeva. Cadeva mortalmente ferito alla testa. Podgora, 20 luglio 1915    
SILENZI ENRICO Osservatore d’aeroplano, compì lunghe e difficili ricognizioni in territorio nemico, non indietreggiando mai davanti alle più gravi difficoltà.Il giorno 18 novembre 1917, mentre a bassa quota persisteva nell’operazione di una zona intensamente battuta dagli antiaerei nemici, in seguito allo scoppio di una granata trovava morte gloriosa. Cielo del Trentino, 20 settembre 18 novembre 1917.    
SINIBALDI ENRICO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
SOMMARIVA CAMILLO Aeditissimo pilota da caccia, compiva numerosi voli di guerra, sostenendo brillanti combattimenti e riuscendo ad abbattere il 13 maggio 1918 un velivolo nemico. Il 17 giugno seguente partito sotto un violento nubifragio per un’azione di mitragliamento, mirabile esempio di coraggio e di alto sentimento del dovere, permaneva sulla zona, volando a bassa quota, fino a quando, avuto già più volte colpito l’apparecchio e rimasto egli stesso gravemente ferito, potè con un supremo sforzo raggiungere le nostre linee, ove poco dopo lasciava la vita. Cielo di Stenico, 13 maggio; cielo del Piave, 17 giugno 1918.    
SPADA ALBERTO Nell’attacco alle trincee nemiche, in terreno difficilissimo ed insidioso, si spingeva in prima linea per riconoscere personalmente le posizioni e la situazione. Colpito mortalmente al petto, dava gli ultimi ordini, e spirava incitando la truppa alla vittoria. Globna, 23 giugno 1915    
SPADONI ALESSANDRO Durante un attacco nemico, spontaneamente si univa ad un reparto che contrattaccava, e slanciatosi contro un gruppo di avversari impegnava con essi una dura lotta corpo a corpo abbattendone due e rimanendo poi egli stesso ferito. Monte Pertica (Monte Grappa), 27 ottobre 1918.    
SPADONI UMBERTO Addetto ad una sezione bombarde, sotto il fuoco nemico che produceva danni rilevanti agli uomini ed al materiale, per due volte disotterrava i pezzi della sezione coperti dalle macerie e non si allontanava se non quando lo scoppio di una riservetta causato da un colpo nemico, distrusse completamente i ricoveri. Nad Bregom, 1 novembre 1916.    
SPERANZINI LUIGI Avuto l’incarico di assalire le posizioni nemiche, alla testa di suoi uomini si portava, con mirabile ardimento, attraverso ad un terreno impraticabile fino a poca distanza dalla cima della posizione stessa, ove cadeva colpita a morte. Col di Lana, 7 novembre 1915.    
STIPA GIOVANNI Sotto l’aggiustato fuoco nemico, dava mirabile prova di germezza e sprezzo del pericolo rimanendo per più giorni di seguito saldo al proprio posto, finchè colpito da un proietto avversario, lasciava gloriosamente la vita sul campo. Altopiano Carsico novembre 1917.    
STOLLAGLI NICOLA Con abile manovra si disimpegnava, salvando quasi tutti i suoi dipendenti che guidava poi al contrattacco infliggendo gravi perdite al nemico. Pieno di fede e di amore Patrio, esempio costante di fermezza e di coraggio, impegnatosi sempre in aspri combattimenti durante il ripiegamento, dando mirabile prova di valore, finché cadde eroicamente alla testa dei suoi uomini colpito a morte a Sarone il 7 novembre del 1917    
SVAMPA CARLO Nell’assalto, visto cadere ferito il suo capitano, si slanciava in testa della sua compagnia trascinandola con l’esempio e con la voce. Misurata, 8 luglio 1912, già comportatosi lodevolmente anche nell’attacco del Maghreb, 27 febbraio 1912.    
TAMANTI BASILIO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
TARLI MARIO Ottimo pilota d’aeroplano da bombardamento, costante esempio di ardimento e di entusiasmo, eseguiva numerose azioni di guerra.Attaccato da più apparecchi da caccia nemici, con alto sentimento del dovere proseguiva imperterrito la rotta per assolvere il mandato affidatogli. Avuto colpito l’apparecchio da un proiettile che ne staccava un’ala, precipitava al suolo, immolando la bella esistenza alla patria. Cielo di Conegliano Veneto, 27 ottobre 1918.    
TASSOTTI GIUSEPPE Comandante di una squadra durante un attacco nemico, incitava con la parola e con l’esempio a difendere la posizione. Mentre, ritto sulla trincea, sprezzante del pericolo, colpiva ciascun nemico che osava venire avanti, cadeva colpito in fronte. Fosso Palumbo (Piave), 18 giugno 1918.    
TENTELLA PAOLO Costante mirabile esempio di coraggio, trovandosi di guardia al materiale di una compagnia mitragliatrici, in una baracca, che veniva colpita da numerosi proietti di artiglieria avversaria, rimaneva saldo e impavido al suo posto fra lo scoppiare dei proietti stessi, finchè veniva colpito a morte. Monte Sisemol, 4 dicembre 1917.    
TESEI GIUSEPPE Si offriva, volontariamente, di far parte di una pattuglia esploratrice e, quantunque ferito una prima volta, riusciva a collocare e far brillare un tubo esplosivo sotto i reticolati avversari, finchè, colpito una seconda volta, cadeva eroicamente sul campo.Carso, 20 ottobre 1915.    
TINTORI FRANCESCO Mosso da elevato sentimento del dovere, rifiutava di abbandonare il proprio posto di combattimento, quantunque già ferito due volte, e conduceva nuovemente le truppe all’assalto, rimanendo colpito a morte. Castelnuovo, 14 novembre 1915.    
TOMASSINI DOMENICO Nell’istante di balzare all’attacco, essendo stata la sezione sconvolta da granata nemica, visto cadere il porta arma, s’impossessava della mitragliatrice, e primo si slanciva fuori della trincea entusiasmando i compagni con il rapido gesto. Colpito in pieno da proiettile nemico, immolava la sua giovane vita gloriosamente. Cortellazzo (Piave), 2-4- luglio 1918.    
TONELLI PASQUALE Costante impareggiabile esempio di attività e valore, sotto il violento fuoco avversario spontaneamente portava al proprio comandante di compagnia notizie sul nemico, dimostrando fermezza e coraggio mirabili, finché, colpito a morte, lasciava la vita sul campo. Basso Piava, 21 giugno 1918    
TONI GIOVANNI Durante un attacco nemico con gas asfissianti, radunati pochi uomini ancora validi, si spingeva alla loro testa contro il nemico, cooperando validamente alle difesa delle nostre posizioni ed al successivo fortunato contrattacco. Ferito fin dai primi momenti, non volle abbandonare il suo posto di combattimento, finchè il nemico non fu completamente ricacciato. Groviglio, 29 giugno ù1916    
TORRESI PIETRO Ferito già due volte in precedenti combattimenti, ed ancora malfermo su di una gamba rimastagli difettosa, sotto l’intenso fuoco nemico, con impareggiabile slancio si spingeva contro l’avversario alla testa del suo reparto incitando i suoi dipendenti a seguirlo. Ferito a morte, continuava ad incuorare i suoi, dando mirabile e sempio di virtù militari, finchè le forze non lo abbandonarono. Montello, 19 giugno 1918.    
TRAFERRI ANTONIO Durante un furioso attacco nemico, accorreva con un gruppo di soldati in difesa di una trincea, difendendola col fuoco e con la baionetta, finchè cadeva colpito a morte. Sober, 11 ottobre 1916.    
TREVI CORRADO MOTIVAZIONE NON REPERITA    
TRIDENTI MARINO Sotto violentissimo fuoco di mitragliatrici nemiche, con meraviglioso valore, entrava per primo in un elemento di trincea avversaria e vi rimanea, benchè ferito, tenacemente difendendo la posizione conquistata. Monte Solarolo, 15 luglio 1918.    
TRIONFETTI GIACOMO Si offrì volontariamente a condurre di pieno giorno una pattuglia verso i reticolati nemici per cercare di penetrare in una trincea avversaria. Ferito una prima volta al fianco destro, non lasciò il comando e continuò ad avanzare nonostante il vivo fuoco di fucileria. Nuovamente e mortalmente colpito cadeva sul campo. Cave di Selz, 28 marzo 1916    
TUCCI FERDINANDO Durante l’azione,si slanciava arditamente all0inseguimento del nemico. Ferito una prima volta, continuava a combattere, finchè veniva nuovamente e mortalmente colpito. Carso, 2 agosto 1915.    
TUMEDEI POMPEO Esploratore di un gruppo di batterie, si offriva spontaneamente di essere comandato ad un osservatorio avanzato durante i giorni dell’azione. Benchè l’osservatorio fosse già da tempo fatto bersaglio di tiri dell’artiglieria nemica, sempre si esponeva arditamente, con mirabile sprezzo del pericolo, pur d’inviare utili informazioni circa il tiro della nostr artiglieria ed i movimenti dell’avversario, finchè veniva gravemente ferito. Carso, 18 – 20 agosto 1917.    
URBINATI LUIGI ITALO Carabiniere guardia del re, chiese ed ottenne di far passaggio nell’aviazione, dimostrando in tutte le azioni cui prese parte, sprezzo del pericolo e singolare audacia. Incaricato di bombardare un accampamento nemico presso Motta di Livenza, scese a quota talmente bassa da essere investito da una raffica di mitragliatrici nemiche che lo ferì gravemente alla testa ed infranse gli organi di comando dell’apparecchio il quale, rimasto senza guida, precipitò a terra riducendolo boccheggiante tra il groviglio di rottami. Motta di Livenza, 2 novembre 1917 (alla memoria)    
VALERIANI GIACOMO Animato da alti sentimenti militari e spirito di patriottismo, difendeva ad oltranza una importante posizione. Attaccato in forze ai fianchi ed aklle spalle, cadeva prigioniero dopo aver ordinato, ai suoi dipendenti di salvare le armi. Trascose 24 ore di prigionia, riusciva a rientrare nelle nostre linee con dieci militari, recando seco prigionieri. Medio Piave, 15 giugno 1918.    
VANNICOLA DEFENDENTE “VANNICOLA DEFENDENTE capitano del 275° reggimento di fanteria “Con slancio irresistibile attaccava una formidabile posizione nemica, alla testa del proprio battaglione, che con perizia e ardimento singolari conduceva all’assalto, sempre incitando e incoraggiando i suoi fanti, finché, colpito a morte, gloriosamente cadeva. Mesnyak-Hoje (Bainsizza) 25 agosto 1917”    
VENTURINI ATTILIO Comandante di un battaglione, durante l’attacco di un importante posizione, incitando con nobili parole e con l’esempio del suo mirabile coraggio i dipendenti, si spingeva per primo fin sotto il reticolato nemico, e vi cadeva ferito a morte. Monte Santo, 16 maggio 1917.    
VERMIGLI ULDERICO Sotto intenso fuoco di artiglieria e frequentissime raffiche di mitragliatrici, mentre dava esempio di coraggio e di ammirevole calma alla propria compagnia che preparava opere di sbarramento all’avanzata nemica, cadeva colpito mortalmente da una granata. Sernaiotto, 14 novembre 1917.    
VIGNATI LEPANTO Comandante interinale di compagnia, la guidava, con entusiasmo e valore, in numerosi assalti contro una posizione tenacemente difesa dall’avversario, impavido, al suo posto, impedendo al nemico di avanzare. Si ritirava solo dopo che era stato ricostituito il presidio. Monte Cornone, 24 maggio 1918.    
VINCIONI ALBERTO Bella figura di soldato, quale comandante di una sezione mitraglitrici, impiegava mirabilmente le proprie armi e impediva al nemico di avanzare. Nell’assalto di una forte èposizione, con impareggiabile coraggio incitava i dipendenti a seguirlo. Colpito a morte spirava pronunciando nobili parole per la Patria e per la famiglia. Col Marinello (Fagrè di Piave), 16 giugno 1918.    
VITALI UBALDO Comandante di una squadra di arditi compì ripetute ricognizioni in territorio percorso da pattuglie nemiche attraverso loocalità scoperte e distanti dalle nostre linee, precedendo sempre i suoi soldati, e dando loro mirabile esempio di coraggio e di fermezza. Distintosi già in precedenti azioni, si offrì anche per una rischiosa esplorazione di un campo minato avversario, lasciando la vita nel compimento del proprio dovere. Val Daone, 10 agosto – 12 – settembre 1918.    
VITANZI TITO Di vedetta in un posto d’osservazione avanzato, che era fatto segno a tito d’artiglieria avversaria, tanto da esserne ripetutamente sconvolto,riusciva ad allontanarsi di poco per non rimanere colpito, e subito ritornava al posto, facendo ciò per ben tre volte consecutive, finchè veniva colpito a morte. Podgora, 20 luglio 1915.    
ZANOTTI PRIAMO Offertosi volontariamente per l’ardita conquista di una forte trincea nemica superando le difficoltà del terrano, con irresistibile impeto irrompeva nella trincea stessa. Ferito al petto, continuava ad incitare i propri dipendenti, finché venne nuovamente e mortalmente colpito. Ossoinea, 21 agosto 1917    
ZEPPILLI DANTE Comandante la prima ondata d’attacco, con slancio e ardimento mirabili, sotto il fuoco intenso d’artiglieria e di mitragliatrici nemiche, prendeva possesso della prima e seconda linea di trincee avversarie, facendo ben 156 prigionieri, di cui cinque ufficiali, e con abile mossa costringeva una mitragliatrice avversaria a ritirarsi. San Pietro e San Marco di Gorizia, 10 – ottobre 1916.    
ZOPPI MARINO Si offriva volontariamente di trasportare un’arma in un posto intensamente battuto dall’artiglieria avversaria aprendo subito il fuoco, finchè veniva colpito a morte: magnifico esempio di coraggio e di alto sentimento del dovere. Monte Redentore, 30 giugno 1917.