Leonardo Finocchi
Leonardo Finocchi

Leonardo Finocchi nasce a Grottammare il 1° gennaio del 1897. Diventa marinaio del reparto arditi, cannoniere scelto e viene insignito di medaglia d’argento e medaglia di bronzo al valor militare. Morirà il 30 ottobre del 1918 sul Piave per ferite riportate in combattimento.

Dopo la sua morte un giornale dell’epoca così gli rende omaggio nella rubrica “Gli eroi della Patria”:

L’ultimo garibaldino del mare

Leonardo Finocchi a quindici anni volontario della guerra di Libia, ebbe il primo battesimo del fuoco a fianco di Vorri (capitano Pietro Vorri, morto in combattimento, n.d.a.) su le sabbie di Henni battendosi poi con eguale valore al Heme e nella tragica giornata di Ettansi.
Nella guerra contro l’Austria fu il primo soldato di marina decorato al valore per l’eroica difesa dell’isola di Pelagosa, tanto da essere portato ad esempio di tutta l’armata da S. A. il Duca degli Abruzzi, imbarcato subito su una delle nostre più eroiche siluranti continuò con abnegazione e sacrificio la lotta estenuante sul mare. Avendo chiesto più tardi di far parte del reggimento di Marina, ottenne di sbarcare e di raggiungere gli arditi del battaglione Caorle. Nell’offensiva austriaca di giugno si meritò una terza medaglia al valore, ma avvelenato dai gas asfissianti dovette, suo malgrado, allontanarsi dal fronte. L’assenza fu brevissima perché spontaneamente rientrò al battaglione quando ancora la licenza non era scaduta. Alla vigilia della nostra grande offensiva scrisse alla madre concise parole di soldato:

“Coraggio! Fra poche ore vendicheremo Caporetto!”

Aveva aggiunto a quella frase poche righe dettategli dalla fervente anima d’italiano e di soldato:

“In mare e in terra, a viso aperto! Questo è il motto del mio bel battaglione ed io giuro di far mio questo bel grido per la fortuna del mio reggimento e per la maggior gloria della mia Patria! Viva l’Italia!”

Ed egli mantenne il giuramento, da fedele soldato. Pur facendo parte dello Stato maggiore del suo battaglione. Implorò ed ottenne dal comandante di essere esonerato dal suo incarico. Ed all’alba del 30 ottobre si gettava a nuoto dalla passerella centrale dall’artiglieria, raggiungendo primo ardito la sponda opposta del Piave. Nel combattimento corpo a corpo trovò la morte gloriosa.

Morì col grido: “Viva il Re, viva l’Italia”

Aveva appena 21 anni, era cugino del valoroso aviatore capitano Laureati (Giulio Laureati di Grottammare n.d.a.) e il terzo di cinque fratelli volontari già più volte feriti e decorati. E’ stato proposto per la medaglia d’oro.

Il tono dell’articolo è in coerenza con il clima di un’Italia ancora in guerra, ma le motivazioni delle medaglie al V. M. esprimono con oggettività il coraggio e l’ardire di un ragazzo giovanissimo impegnato in operazioni militari.

La motivazione della medaglia di bronzo al V. M.
“Con disprezzo della propria vita, durante il bombardamento di Pelagosa coadiuvò efficacemente il sottufficiale ai pezzi da sbarco, dimostrando coraggio ed arditezza.” (Pelagosa 17 agosto 1915)

La motivazione della medaglia d’argento al V. M.
“Marinaio del reparto arditi era esempio costante di fermo animo e di alto sentimento del dovere. In difficile circostanza attraversava il Piave sotto vivo fuoco nemico, e nella strenua lotta per catturare una mitragliatrice, già da lui ridotta al silenzio, lasciava eroicamente la vita.” (Basso Piave, 30 ottobre 1918).

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